CRONACA
Tutti i soldi del Nyx: "È vero, avevamo una doppia contabilità". Una valanga di incassi in nero
Dopo Tito Bravo Moron tocca al secondo imputato Paolo Guarnieri. Ecco la storia del concorso per l'aggiudicazione del Nyx. Guarnieri: "Milioni in nero? Inverosimile!"

di Marco Bazzi

LUGANO - Il processo é ripreso con l'interrogatorio di Paolo Guarnieri, ex direttore marketing del Casinò di Lugano. Il giudice Claudio Zali legge un verbale di Guarnieri.

"Tra fine 2009 e inizio 2010 partecipai al concorso per la gestione della discoteca del Casinò. Mi fu chiesto se volevo concorrere alla gestione di discoteca e lounge. Avevo infatti presentato, in qualità di responsabile marketing, diverse iniziative di intrattenimento per rilanciare la casa da gioco. Ci sarebbero state sinergie molto importanti per il Casinò. Gli investimenti ammontavano a circa un milione di franchi. Avevo preventivato uan cifra d'affari di 3 milioni circa. Dopo aver vinto il concorso ho acquistato una società".

Insomma, chiede Zali, lei è stato invitato a partecipare al concorso per il Nyx dall'allora direttore del Casinò Hubertus Thonhauser.

Guarnieri: "Esatto".

Esperienze in discoteche? Zero

Zali: "Sua esperienza specifica nella gestione di discoteche?"

Guarnieri: "Zero".

Zali: "Capitali?"

Guarnieri: "Zero, ma avevo un socio finanziatore".

Il giudice legge ancora dal verbale: "Venni informato da Thonhauser che vi erano altri concorrenti, tra i quali Lele Mora". Dagli atti emerge che Guarnieri vinse il concorso prima ancora di ricevere ufficialmente il mandato di responsabile marketing.

Zali: "Come mai Thonhauser le propose di gestire la discoteca senza che lei avesse una conoscenza specifica nel settore?"

Guarnieri: "Perchè riteneva che fossi bravo a portare clienti al Casinò".

Ma Guarnieri ha problemi a trovare finanziatori. Lo dice anche ai vertici del Casinò. Poi, nel giugno 2009 il Consiglio di amministrazione prende atto che ci sarebbero state tre offerte per la gestione del Nyx e nella seduta successiva la proposta di Guarnieri viene giudicata la migliore, quella che rispetta i criteri richiesti.

Il Cda del Casinò invita il direttore Thonhauser e il consigliere Sanvido a verificare l'affidabilità di Guarnieri

"Sentiti Thonhauser e il consigliere d'amministrazione Paolo Sanvido - si legge nei verbali del Cda -, il Cda stesso chiede ulteriori verifiche sul progetto Guarnieri, in particolare sulla sua solvibilità e affidabilità".

Alla fine Guarnieri ottiene la gestione del Nyx, ma ancora non ha soldi. Dice in aula: "L'ho detto a Thonhauser e gli ho chiesto un mese di tempo. disonibile anche a rinunciare al mandato".

Il giudice Zali: "Lei nel frattempo aveva costituto una sua società a Lugano facendo capo a un fiduciario pregiudicato".

Guarnieri: "Non sapevo fosse pregiudicato".

L'incontro con Tito e il milione di Salama

Poi nel 2010 c'è l'incontro tra Tito Bravo Moron e Guarnieri. In aprile viene costituita la Nyx SA: 80'000 franchi li mette Tito, 20'000 Guarnieri. Poi entra in scena il finanziatore ginevrino David Salama, che mette un milione di franchi.

Salama: "Non dovevo fidarmi. Il vicesindaco Pelli mi ha ricevuto come un principe"

Salama, spiega il giudice Zali, ammette nei verbali di essere stato leggero, e legge: "nel senso che non avrei mai dovuto fare quell'investimento. Ma mi ero rivolto per consigli a due avvocati di Lugano che ritenevo seri, c'era un documento garantito da un commercialista relativo agli impegni di Bravo e Guarnieri, e quest'ultimo, uno dei due partner, era direttore marketing del Casinò. Sono stato ricevuto come un principe dal vicesindaco di Lugano Erasmo Pelli, presidente del Casinò... mi sono fidato che quanto scrito nei contratti fosse vero e non sono andato a controllare 'sotto il tappeto. Del resto io ho sempre abitato a Ginevra".

I due imputati hanno fatto intendere a Salama che andava a comprare una società del valore di tre milioni di franchi.

Il giudice: "Disinvoltura più assoluta, qui. Occorre un documento che attesti qualcosa? Lo si confeziona! Salama vi stava dando un milione di franchi".

Tito Bravo: "Non credevo che il documento che ho firmato con il nostro commercialista comprovasse che io e Guarnieri avevamo già investito due milioni di franchi".

Zali: "Il procuratore Noseda pensa che questi documenti siano stati fatti per infinocchiare Salama".

Circa 800'000 franchi del capitale garantito da Salama fu usato da Moron per pagare gli artigiani che hanno lavorato alla ristrutturazione del Nyx.

L'avvocato Roberto Macconi, legale di Guarnieri, a questo punto dice: "È sbagliato però dire che gli imputati non avevano nulla perchè, personalmente, tra contanti e garanzie, hanno apportato nel progetto circa 900'000 franchi".

L'uscita di scena di Salama

Dopo alcuni mesi Salama capisce che ci sono problemi nella gestione del Nyx ed esce chiedendo agli impuati di rimborsargli le azioni in misura di 80'000 franchi al mese.

Tito Moron e Paolo Guarnieri dicono che nei primi mesi gli utili che loro e Salama si dividevano erano cospicui. E anche dopo l'uscita di Salama hanno continuato a dividersi una parte di utili. Moron ammette anche che sull'arco del 2011 al Nyx venne tenuta una doppia contabilità delle entrate, per poter risarcire le azioni di Salama e per evitare di pagare acconti troppo alti sull'IVA.

Guarnieri: "Milioni in nero? Cifre inverosimili"

Durante il 2011 secondo il giudice Zali l'incasso complessivo del Nyx dovrebbe essere stato di 1,7 miloni nel primo semestre e 2,3 milioni sull'intero anno. Non vi sono elementi certi per stabilire quanto sia stato in realtà incassato. Il procuratore generale Noseda ritiene che tra il 2011 e i primi 10 mesi del 2012 gli imputati abbiano omesso di dichiarare almeno 4 milioni di franchi.

Rispondendo a una domanda del suo legale Macconi, Guarnieri dice che è inverosimile che il Nyx abbia incassato così tanti soldi in nero. Anche perchè, aggiunge Macconi, Moron usò parte dei soldi prelevati in contanti dalle casse per pagare gli artigiani. E Moron conferma: "Gli artigiani fatturavano le loro prestazioni, quindi quei soldi avrebbero avuto un'evidenza fiscale e sarebbero stati messi alla fine in contabilità".

Il primo giorno di dibattimento si chiude così.

 

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