In aula questa mattina è stato ricostruito l'episodio di violenza accaduto nel 2011 nella discoteca del Casinò di Lugano

LUGANO - "Non ho mai ordinato di picchiare qualcuno nè ho mai assistito a pestaggi da parte degli agenti di sicurezza del Nyx". Tito Bravo Moron si è difeso così dall'accusa di correità in lesioni semplici e sequestro di persona formulate nell'atto d'accusa dal procuratore generale John Noseda.
Il fatto sarebbe accaduto la notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2011 nella discoteca del Casinò di Lugano. Secondo Noseda, che si basa sulla testimonianza di una vittima, Tito avrebbe ordinato a tre addetti alla sicurezza di prelevare con la forza e di rinchiudere in un locale due clienti. In particolare, uno di loro afferma di aver sentito Tito dire: "Portatelo nella camera".
Ma l'imputato nega anche di aver saputo di quell'episodio. "Il mio ruolo era quello di coccolare i clienti non certo di farli picchiare".
In futuro cosa intende fare?, ha chiesto il giudice Claudio Zali.
"Voglio lavorare e cambiare settore. Ho già una prospettiva di assunzione. In questi mesi la mia situazione economica si è compromessa e anche mia moglie è in disoccupazione".
Anche Paolo Guarnieri intende riprendere a lavorare ma in Italia.
emmebi