La richiesta di pena del procuratore generale: "Importi rilevanti, salari e oneri sociali non pagati, reati reiterati. lucro personale...È una vicenda estremamente grave"

di Marco Bazzi
LUGANO - Il procuratore generale John Noeda inizia la sua requisitoria al processo contro Tito Bravo Moron e Paolo Guarnieri. Premette: "Questo non è un processo la vita nottura".
Gli imputati hanno gestito le loro attività all'insegna dell'inganno, aggiunge. E parla di "clima malavitoso": "Questa inchiesta è partita da sospetti legati a traffici di droga e dagli scontri tra bande rivali per il controllo della sicurezza nei locali notturni, con tanto di mazze, coltelli e quant'altro. Abbiamo cercato di capire e siamo arrivati alle perquisizioni al Nyx".
Il magistrato affronta il vasto capitolo dei reati finanziari.
"Moron sistematicamente trattava le casse della società Nyx come se fossero le proprie tasche. Che il prelievo personale di incassi da una società costituisca reato lo dice una valanga di giurisprudenza".
Moron - dice Noseda - non pagava imposte e oneri sociali ben sapendo che lo Stato non chiede il fallimento delle società ma procede attraverso pignoramenti. L'imputato aveva una miriade di attestati di carenza beni ma continuava a lavorare.
"L'imputazione sostanziale a carico di Paolo Guarnieri riguarda invece le fatture false che ha consegnato al Casinò per un relativo rimborso. Lui dice: erano spese effettive per le quali non avevo un giustificativo. Così, per essere sicuro di poter incassare quei soldi inventa delle false fatture".
La doppia contabilità
"Il reato principale che i due hanno commesso in comune, il reato che conta, è composto da amministrazione infedele e bancarotta, e truffa alle assicurazioni sociali. Oltre alla truffa ai danni del Casinò e al loro socio ginevrino David Salama. Gira e rigira ci sono in ballo quattro milioni. Mancano all'appello quattro milioni. Loro hanno tentato di dire che li hanno provvisoriamente tirati fuori e utilizzato per questo e quest'altro ma a fine anno avremmo messo tutto a posto. Ma questa tesi difensiva si scontra contro inequivocabili elementi di fatto. Se l'obiettivo fosse stato quello di rimettere in cassa i quattro milioni, perchè fare tutta questa fatica e fornire conteggi sbagliati a chi teneva la contabilità? E poi i revisori e le autorità fiscali avrebbero ovviamente fatto domande. Se è stata creata una doppia contabilità i soldi che finivano nelle tasche degli imputati dovevano restarci. Hanno tentato sistematicamente una doppia contabilità per controllarsi a vicenda".
È dal primo giorno che la contabilità è stata tenuta in questo modo, fin dal 2011, dice il procuratore. "Ritengo anche molto grave la truffa alle assicurazioni sociali, anche questa fatta in modo sistematico".
L'inganno a Salama e al Casinò
Secondo Noseda, Moron e Guarnieri hanno creato un bilanco falso per ingannare Salama quando è entrato in società con loro. E hanno tentato di ingannare il Casinò, perchè presentando incassi mirori avrebbero pagato molto meno di affitto rispetto a quanto prevedeva il contratto per la gestione del Nyx.
"Si sono presentati come grandi esperti di vita notturna, con tanto di finanziamenti milionari. Ma si poteva rovesciarli da capo a piedi e non sarebbe uscito un centesimo dalle loro tasche. È chiaro che se il Casinò avesse saputo che questa era la loro reale situazione non gli avrebbe dato la gestione del Nyx, un locale con una cifra d'affari rilevante e importante anche per l'immagine della casa da gioco".
Le violenze in discoteca
"Finalmente a un certo punto un cliente ha avuto il coraggio di denunciare le violenze da parte degli uomini della sicurezza. La sua versione è molto lucida: è stato prelevato, chiuso in una stanzetta e selvaggiamente picchiato, fino a che è stato buttato sulla strada e soccorso da una passante. Il signorino (Tito) era presente. E se non lo fosse stato, perchè la vittima dovrebbe chiamarlo in causa? La vittima ha reso una versione disinteressata e puntuale, suffragata da certificati medici".
La richiesta di pena
Il procuratore elencato i criteri di cui ha tenuto conto per la richiesta di pena: "Importi rilevanti: quattro milioni per il solo Nyx. Reiterazione e concorso di reati. Movente: lucro personale. Ogni volta che sorge un problema lo si risolve commettendo un reato penale. E le vittime non sono la banca di turno. Salari non pagati, assicurazioni sociali truffate (che siamo sempre noi), fornitori non pagati... altro che rilancio del turismo e dell'occupazione! E clienti malmenati: altro che Ticino terra di divertimento! Ticino terra di conquista. La vicenda è estrememente grave. Chiedo quindi per Moron quattro anni e tre anni e mezzo per Guarnieiri".
Il risarcimento del Casinò
Infine, l'avvocato Maria Galliali, legale del Casinò di Lugano ha chiesto agli imputati un risarcimento di 1 milione e 140'000 franchi. La somma è stata calcolata sulla base di un affitto di 38'000 franchi al mese per 30 mesi, durata del contratto tra gli imputati e la casa da gioco.