Chiesta la ricusa del procuratore generale da parte del difensore di Ulisse Albertalli. Negli anni Novanta Noseda rappresentava il proprietario del postribolo per fatti analoghi

LUGANO - Il procuratore generale John Noseda non può occuparsi del caso Oceano, il postribolo di Lugano Pazzallo, perché in passato, da avvocato, difese Ulisse Albertalli oggi imputato per usura e promovimento della prostituzione. Ci potrebbe quindi essere una sorta di conflitto di interessi a danno dell'accusato. È questa la tesi che ha portato alla richiesta di ricusa del procuratore generale da parte del difensore di Albertalli e della figlia, l'avvocato Marco Garbani. Ne dà notizia oggi il Corriere del Ticino.
Era infatti il 1998 quando John Noseda rappresentava Ulisse Albertalli, allora titolare del locale a luci rosse il Gabbiano. "In pratica nell'ambito di una situazione del tutto analoga l'onorevole magistrato è passato da rappresentante legale difensore a pubblica accusa del signor Ulisse Albertalli" si legge nell'istanza di ricusa sulla quale dovrà decidere la Corte dei reclami penali.
Come mai la richiesta è stata presentata solo ora? Perché Albertalli è stato ricoverato a due riprese con blocchi di memoria e quindi non ricordava di essere stato patrocinato da Noseda ai tempi del Gabbiano, fa sapere Garbani. L'inchiesta sul bar Oceano quindi subisce un altro stop. Inchiesta che riguarda lo stabile gestito da Albertalli che comprende una cinquantina di camere. Secondo l'accusa, visite le pigioni chieste alle prostitute, potrebbe prefigurarsi il reato di usura. "Il punto cruciale - si legge nell'istanza di ricusa - è quello che la stessa persona che ricevette un mandato penale oggi accusa di fatto il proprio ex-cliente per una situazione analoga, se non migliore rispetto al 1998, usufruendo parimenti delle informazioni confidenziali ricevute a suo tempo".