L'autopsia ha escluso l'ipotesi del delitto e la vittima è stata identificata grazie a diverse telefonate giunte alla centrale dopo la pubblicazione delle foto

SOLDUNO – È stato un suicidio. Il responso dell’autopsia è chiaro: l’uomo trovato carbonizzato ieri mattina all’alba a Solduno sulla riva della Maggia si è tolto la vita. Nel modo forse più atroce immaginabile. Si è dato fuoco, usando probabilmente della benzina.
Del corpo, che quando è stato rinvenuto stava ancora bruciando, è rimasto pochissimo. Ma la vittima è stata identificata grazie alle fotografie diramate dalla Polizia. Alla centrale sono giunte diverse chiamate da più parti del Ticino e tutte convergevano sul medesimo nome: un uomo di circa 40 anni che viveva solo. È di origine italiana, non ha parenti, se non alla lontana, e abitava da anni nel Locarnese, dove lavorava in banca.
Il movente del tragico gesto sembra riconducibile ai molti debiti che l’uomo aveva accumulato. Un gesto della disperazione, compiuto nella più profonda solitudine. La vittima è dunque l’uomo con il trolley fotografato dalla videocamera che sorveglia il centro di raccolta rifiuti che si trova in quella zona, nei pressi del ristorante Costa Azzurra.
La certezza matematica e ufficiale ci sarà soltanto una volta effettuati gli esami sulla dentatura, ma gli inquirenti non hanno alcun dubbio sull’identità della vittima. Le indagini e l’autopsia hanno escluso con certezza che si sia trattato di un delitto, pista che inizialmente non poteva essere esclusa.
emmebi