CRONACA
La Stampa: un carcerato riceve cavallette e serpenti per pranzo, cena o merenda
Un detenuto africano ha ricevuto uno stravagante pacco-menù dal suo paese d'origine. Ma le guardie lo hanno respinto

LUGANO - Serpenti e cavallette per pranzo, per cena, o chissà, per merenda. È il menù arrivato in un pacco a un detenuto del carcere della Stampa di Lugano. L'episodio è stato raccontato questa mattina in un articolo del Corriere del Ticino che ha fatto un'indagine sui pacchi che ogni giorno arrivano numerosi ai detenuti.

Lo scorso anno, ha spiegato al CdT il direttore del carcere Fabrizio Comandini, ne sono arrivati più di 4 mila da un chilo. Agli agenti di custodia è affidato il compito di controllarli per verificare che non vi siano prodotti proibiti all'interno del carcere. 

Ed è proprio durante uno di questi controlli che il personale della Stampa si è dovuto confrontare con un caso a dir poco bizzarro. Un pacco proveniente dall’Africa contenente in buste di plastica sigillate alcune cavallette e serpentelli  destinati ad un detenuto. 

Gli animali ovviamente erano morti visto il lungo viaggio che avevano dovuto affrontare. Ma mica dovevano arrivare vivi, secondo il detenuto destinatario, perché si trattava di cibo.

Prodotti che, stando al racconto del carcerato, erano una sorta di specialità che lui consumava abitualmente in patria. Una tesi che non ha convinto il personale della Stampa per nulla certo della commestibilità di quei serpenti e di quelle cavallette.

Così, dopo una lunga discussione, e visti i costi che sono a carico dei carcerati quando i prodotti devono essere rispediti al mittente, il contenuto del pacco è stato gettato nella spazzatura. 

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