CRONACA
Insegnare l'islam a scuola? Bertoli: "L'aumento di persone di altre religioni dovrà essere considerato"
Il ministro risponde all'imam Samir Jelassi: "In futuro ci potrebbe essere l’insegnamento della storia delle religioni, ma questa è una decisione che deve ancora essere presa"

BELLINZONA - "La scuola dovrebbe insegnare ai giovani musulmani l'islam equilibrato, quello giusto, per evitare che diventino preda dell'estremismo". A dirlo ieri in un' intervista al Corriere del Ticino l'imam di Lugano Samir Jelassi. La scuola quindi come elemento di mediazione per evitare situazioni come quella accaduta a Londra, dove due giovani nigeriani seguaci di un predicatore fondamentalista islamico, hanno ucciso un soldato inglese in nome di Allah. Abbiamo sottoposto la questione al direttore del Dipartimento dell'educazione Manuele Bertoli.

"Quando c'é un problema si pensa sempre alla scuola"

"Per certi versi siamo alle solite, nel senso che quando c'è un problema si pensa sempre alla scuola, caricandola però di nuovi compiti" premette Bertoli che contestualizza quanto proposto da Samir Jelassi nel quadro attuale della religione a scuola: "Abbiamo l'insegnamento della religione affidata alle chiese cattolica e protestante e questa è la situazione attuale. In futuro ci potrebbe essere l’insegnamento della storia delle religioni, ma questa è una decisione che deve ancora essere presa" ci spiega il consigliere di Stato. 

In Ticino si va verso un insegnamento culturale anziché religioso 

Quindi in Ticino si sta andando in senso diverso a quanto auspicato dall'imam Jelassi. Si va verso un' ora di insegnamento che abbracci tutte le religioni da un punto di vista culturale anziché religioso, "ma questa è un’ipotesi dopo la fase di sperimentazione" puntualizza Manuele Bertoli che aggiunge: "Ci sono due possibilità per modificare la situazione attuale: si può arrivare a una decisione condivisa con le due chiese che ora si occupano di insegnamento religioso, oppure si prenderà una decisione attraverso un percorso più contrastato. Certo che l’aumento di persone di altre religioni in Ticino dovrà essere considerato”. Insomma occorre ancora del tempo e per il momento il progetto di riforma rimane sospeso in attesa della nomina del nuovo vescovo di Lugano. 

E su scuola e stranieri, Bertoli risponde a Freysinger sui clandestini a scuola: "esiste una Costituzione, che è di tutti, voluta dal popolo che Freysinger invoca spesso, che sancisce il diritto di scolarizzazione per tutti"

Approfittiamo del direttore del DECS per chiedergli, a proposito di scuola e stranieri, cosa pensa della proposta del omologo valessano Oskar Freysinger che vorrebbe impedire la scolarizzazione dei figli di clandestini e ha invitato i docenti a denunciare la presenza di clandestini a scuola. "Le rispondo con le parole del direttore della conferenza latina dei direttori cantonali dell'educazione: esiste una Costituzione, che è di tutti, voluta dal popolo che Freysinger invoca spesso, che sancisce il diritto di scolarizzazione per tutti i giovani indipendentemente dalla situazione dei genitori. Il popolo ha detto: se a Freysinger non sta bene, si dia da fare per cambiare la Costituzione".

 

ItaCa

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