CRONACA
Barra impugna il piccone: "Ve li do io subappalti e padroncini!"
Sul caso dell'impresa amministrata da Pantani, il ministro difende la collega di partito: “Sono convinto che Roberta non sapesse cosa stavano facendo i dirigenti dell’impresa"

di Marco Bazzi

BELLINZONA – Tolleranza zero su abusi e padroncini. Il direttore del Dipartimento del territorio, Michele Barra, ha impugnato il piccone. Multe più severe per chi sgarra, in linea con la decisione del Dipartimento dell’economia, che ieri ha annunciato l’inasprimento delle sanzioni per padroncini e lavoratori distaccati che violano le regole.

Il caso dell’impresa edile luganese C.P.A. che fa capo alla consigliera nazionale della Lega Roberta Pantani in qualità di amministratrice unica, è emblematico del nuovo corso, imboccato dal Dipartimento già prima dell'arrivo di Barra, e che il nuovo ministro intende proseguire.

La ditta che fa capo a Pantani è stata multata con 10'000 franchi per subappalti non autorizzati. La vicenda, che si riferisce alla posa di granito portoghese nelle opere di pavimentazione di via Mezzavilla a Carasso, era già venuta alla luce nell'ottobre scorso in seguito a un'interrogazione del socialista Saverio Lurati (vedi articolo allegato).

Barra difende la sua collega di partito: “Sono convinto al cento per cento che Roberta Pantani non sapesse cosa stavano facendo i dirigenti dell’impresa, altrimenti non l’avrebbe mai permesso”.

Ma non fa sconti a nessuno. Anzi, ha deciso di rincarare la dose.

“Avremmo potuto infliggere una multa tra i 5 e i 10'000 franchi – dice -. L’abbiamo portata a 10'000. Una sanzione in linea con la multa che il Dipartimento aveva dato alla Cogesa per una vicenda simile, ma più grave. In quel caso erano 40'000 franchi di ammenda. Abbiamo inasprito le sanzioni perché non possiamo più accettare comportamenti del genere. Sul piano dell’esclusione dalle commesse pubbliche potevamo spingerci fino a sei mesi di sospensione ma, nel caso della C.P.A. ci siamo limitati a tre per non creare troppi problemi all’impresa”.

Da parte sua, Roberta Pantani ha postato su Facebook un suo commento sul caso: "Questa mattina mi trovo "protagonista" sui nostri quotidiani per una sanzione inflitta ad un ditta da me amministrata a seguito di subappalti. La posizione della società che amministro è chiara e riportata pure sui vari organi di informazione: non c'entra proprio niente. Inoltre, ricordo che al Nazionale sono stata una delle ticinesi a votare a favore dell'inasprimento delle sanzioni contro i subappalti e sulla responsabilità solidali in casi come questi. Vi pare quindi che avrei votato contro gli interessi di una società che gestisco?".

Veniamo a un altro tema spinoso: i “padroncini”. Dice Michele Barra: “È una pessima attitudine quella che sta prendendo sempre più piede in Ticino, vale a dire far capo ad artigiani e imprese estere, in particolare italiane, per una pura questione di risparmio. Con la crisi e la pressione che stiamo vivendo è un comportamento irresponsabile che mette in pericolo la nostra struttura economica. Anch’io, e parlo da ex impresario edile, ho avuto la tentazione di farlo e avrei risparmiato moltissimi soldi. Ma non l’ho fatto e da politico oggi dico che molta gente dovrebbe vergognarsi”.

E a chi sostiene che certi lavori bisogna farli fare da ditte italiane, che dispongono di manodopera specialistica, il consigliere di Stato risponde: “Nell’edilizia non c’è nulla che non si possa fare in Ticino, lavorando con imprese che pagano le imposte, i contributi e gli oneri sociali, e che garantiscono salari dignitosi. È solo una questione di prezzo. Io dico solo una cosa: ci stiamo facendo male da soli. Molto male”.

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