A chiederlo al Consiglio di Stato il deputato Michele Guerra. Stando ad alcune segnalazioni diversi studenti sono costretti a recuperare i corsi chiesti dalla SUPSI in Italia

BELLINZONA - Possedere una laurea per insegnare una determinata materia nelle scuole ticinesi potrebbe non essere sufficiente? Un dubbio che, ricevute alcune segnalazioni in tal senso, il deputato della Lega Michele Guerra ha deciso di girare al Consiglio di Stato attraverso un'interrogazione.
Alcuni studenti del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI (DFA) hanno segnalato i cambiamento di requisiti abilitazioni nelle singole materie. È il caso di chi, terminato il percorso di studi accademico, volesse insegnare in Ticino la materia nella quale si è laureato, ad esempio chi ha un bachelor o un master in matematica e ha intenzione di chiedere l'abilitazione per insegnarla.
"Anni fa - fa notare il deputato leghista - il criterio per poter accedere all'abilitazione per diventare docente era avere una laurea nella materia stessa. Ora non sarebbe più così. Quest'anno infatti – segnala sempre Michele Guerra – sono stati introdotti degli ambiti di studio che devono essere coperti dal proprio trascorso all'università". In pratica oltre al pezzo di carta, viene anche richiesto il percorso di studi, i corsi singoli, che spesso né il bachelor né il master delle università svizzere coprono.
Il risultato, sostiene il deputato nel testo dell'interrogazione, è che per ovviare al problema e recuperare i singoli corsi alcuni aspiranti docenti, nonostante la laurea in tasca, hanno dovuto far capo alle università italiane.
Michele Guerra chiede quindi al Governo di chiarire se i requisiti per ottenere l'abilitazione imposti dalla SUPSI sono cambiati rispetto al passato, qual'è la situazione in altri canotni (dove i requisiti della SUPSI non verrebbero applicati da nessuno), se corrisponde al vero che alcuni funzionari del DFA hanno indirizzato in Italia chi richiede l'abilitazione e infine perché la luarea non basta per chiedere l'abilitazione.