L'amico Sandro Bianconi: "Avevamo la consuetudine di chiamarci al telefono, una volta in pensione, la mattina verso le otto per passare in rassegna quanto accadeva a Bellinzona e Locarno..."

BELLINZONA - Raffaello Ceschi, uno degli intellettuali ticinesi più brillanti e prolifici, si è spento ieri a Bellinzona a 77 anni dopo una breve malattia. Storico e scrittore, si era laureato a Berna. È stato insegnante, direttore dell’Archivio di Stato, docente all’Università di Pavia, consulente scientifico per il Dizionario storico della Svizzera.
Tra le sue pubblicazioni, le opere ‘Storia del Cantone Ticino. L’Ottocento e il Novecento’, ‘Storia della Svizzera italiana dal Cinquecento al Settecento’, ‘Stefano Franscini: la vita e l’opera’ o ‘Nel labirinto delle valli’. La sua ultima fatica fu, nel 2011, ‘Parlare in tribunale. La giustizia nella Svizzera italiana dagli Statuti al codice penale’.
L’amico Sandro Bianconi lo ricorda oggi sul quotidiano LaRegione. Scrive: “Avevamo la consuetudine di chiamarci al telefono, una volta in pensione, la mattina verso le otto per passare in rassegna quanto accadeva a Bellinzona e Locarno e nel resto del cantone. Ma le telefonate erano soprattutto l’occasione per fare il punto sui lavori che stavamo conducendo assieme o individualmente: perché nell’amicizia con Raffaello ha avuto un ruolo centrale e originale il concetto di cultura e di lavoro culturale nella nostra realtà sociale”.