Il patron dell'Oceano di Pazzallo spiega il suo progetto per il centro a luci rosse di Riazzino e ingolosisce il Municipio di Locarno stimando l'indotto fiscale

LOCARNO – Ulisse Albertalli spiega le nuove frontiere della prostituzione. Lo fa sulla Regione, dopo che la società My Friends ha presentato una terza domanda di costruzione al Comune di Locarno per la realizzazione di un centro a luci rosse nell’area industriale di Riazzino.
Dice: “Dimentichiamo la stanza fissa in cui la ragazza accoglie i clienti e lavora. Al ‘Globe’ di Schwerzenbach, e in futuro, spero, anche a Locarno, gli spazi ‘commerciali’ sarebbero a disposizione di tutte le ragazze che ne vogliono far uso. Si tratta di locali a tema (la grotta, la giungla, eccetera) sfruttati per il periodo di tempo necessario, poi risistemati e messi a disposizione di altri fruitori. Ci sarà insomma anche tanto show, perché anche il mondo della prostituzione si evolve, e chi vuole sopravvivere deve adeguarsi ai cambiamenti”.
Insomma, una casa d’appuntamenti “che guarda al futuro”, dice Albertalli e tenta di “ingolosire” il Municipio: “L’Oceano di Pazzallo è l’esempio di come possono funzionare le cose: attività controllata, sostegno dell’autorità, zero problemi. Dall’Oceano esce un indotto fiscale per Città di Lugano, Cantone e Confederazione, pari a circa 700mila franchi. Pochi di più di quanto potrebbe fruttare la struttura progettata per Riazzino”.
Il Municipio di Locarno, conclude, a questo punto ha due possibilità: “o adeguarsi alla necessità di mettere le basi per legalizzare la prostituzione, oppure lasciare andare le cose a ramengo, con le ragazze che esercitano negli appartamenti privati, senza in pratica nessuna possibilità di controllo”.