Il Cavaliere è stato riconosciuto colpevole dai giudici di Milano che hanno confermato le tesi dell'accusa in relazione allo scandalo "bunga-bunga" e le feste ad Arcore

MILANO - Dopo sette ore di camera di consiglio i giudici di Milano hanno condannato a sette anni di reclusione l'ex premier italiano Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Ruby. Il dispositivo è stato letto alle 17 e 20 ed era atteso anche dal mondo politico italiano per le possibii ripercussioni sulla stabilità del governo appoggiato dal centro-destra.
La corte ha riconosciuto Berlusconi colpevole del reato di concussione per costrizione e prostituzione minorile e ha comminato un anno in più rispetto a quanto chiesto dal magistrato Ilda Boccassini, oggi assente come l'imputato. I fatti riguardano le feste nella villa di Arcore del Cavaliere e in particolare l'accusa di prostituzione minorile in relazione al coinvolgimento dell'allora minorenne Karima El Mahroug detta Ruby.
Dopo la lettura della sentenza di primo grado, che prevede tra l'altro l'interdizione perpetua dai pubblici uffici di Silvio Berlusconi, alcuni sostenitori del leader del Pdl hanno manifestato il loro disappunto. Applausi invece da parte di altri cittadini.
Immediate le reazioni dei principali esponenti del Partito della libertà. Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla camera del Pdl intervistato da RaiNews 24 ha dichiarato che a Milano "non esiste più lo stato di diritto". Per l'ex ministro del'istruzione Mariastella Gelmini "Berlusconi è forte e saprà reagire". Per il legale di Berlusconi ed esponente del Pdl Niccolò Ghedini "è una sentenza fuori da ogni logica processuale".