Secondo la Suva il boscaiolo è uno dei tre mestieri più pericolosi in Ticino. Eppure c'è chi ne fa una passione.

MENDRISIO - Macchinari pericolosi, altezze importanti e condizioni meteorologiche non sempre favorevoli. Il mestiere del selvicoltore non è uno dei più semplici. Stare appesi a metri e metri di altezza inforcando una motosega non è di certo una passeggiata.
Secondo i dati raccolti dalla Suva nel 2010, il selvicoltore è al primo posto tra le categorie professionali più pericolose, seguito dal carpentiere che opera sui tetti e dall’operatore nel campo dell’edilizia (ad esempio il muratore).
A guardare le cifre c’è da rabbrividire, per gli operatori del settore forestale la probabilità di farsi male nel giro di un anno è del 30%. Infatti sono stati registrati 304 casi di infortunio ogni mille persone attive.
La percentuale era più alta una ventina di anni fa, quando i tassi di infortunio toccavano anche quote del 40, 45%. Magra consolazione, visti comunque i recenti infortuni che hanno lasciato dietro di sé un’amara sensazione. Basta pensare al tragico incidente avvenuto a Mesocco all’inizio di questo mese, quando un giovane boscaiolo ha perso la vita a causa di un cavo d’acciaio spezzatosi improvvisamente.
Un mestiere quindi che dà di cui preoccuparsi, ma che per molti è anche una passione. Abbiamo incontrato un giovane che da ormai 7 anni si muove tra piante e arbusti, per chiedergli qualche impressione.
In cosa consiste il tuo lavoro?
"In generale nella cura del bosco, dalla gestione alla manutenzione."
Quali sono i rischi principali?
"I rischi sono soprattutto le cadute, e i tagli degli alberi."
Ci sono delle attività particolarmente pericolose?
"L’allestimento delle piante sradicate dal vento. Bisogna sramarle e sezionarle. Il pericolo risiede nelle varie tensioni che si formano nel legno. Le piante si trasformano in veri e propri bastoncini di mikado. Il rischio è quindi che una delle piante si possa rompere, andando così addosso all’operatore."
Ti sono già capitate situazioni nelle quali ti sei trovato a rischio?
"Si tutti i giorni. Il pericolo è sempre dietro l’angolo, poi sta a te usare la testa e saperlo individuare prima. Spesso non si rispettano le norme di sicurezza: come ad esempio mantenere sempre le adeguate distanze."
Gli incidenti recenti, ed il fatto che sia uno dei mestieri più pericolosi, non ti spaventano?
"No, sono consapevole dei rischi."
Hai mai pensato di cambiare mestiere?
"Si, ma non perché lo reputavo troppo pericoloso. Alla fine sono sempre rimasto li perché mi piaceva."
Quali precauzioni bisognerebbe sempre prendere?
"Bisogna essere attenti a tutto e avere mille occhi. Ma il vestiario adeguato è la prima cosa da rispettare."
Come mai la scelta del selvicoltore?
"L’ho sempre voluto fare, è una passione che ho da sempre."
Sei stato appoggiato nella tua scelta o amici e parenti erano preoccupati?
"No, a parte le preoccupazioni della mamma, sono sempre stato appoggiato."
Non guardiamo solo il lato negativo, quali sono i vantaggi del tuo lavoro?
"Si imparano moltissime cose, soprattutto il rispetto di ciò che abbiamo attorno, della natura, dell’ambiente. Insomma, capisci che il latte lo fanno le mucche e non la Migros!"