Laureato in filosofia, giunse in Ticino nel ‘69 dopo aver fatto l’educatore al carcere Beccaria di Milano. Insegnò alla Magistrale e al Liceo, poi divenne direttore della Biblioteca. Aveva 70 anni
LOCARNO – Si è spento dopo una lunga malattia. Dopo un calvario durato due anni, vissuto con coraggio e dignità. Com’era nel suo temperamento. Antonio Spadafora, storico direttore della Biblioteca di Locarno e inventore del sistema bibliotecario ticinese, se n’è andato a 70 anni, in punta di piedi.
Era nato a Cosenza, in Calabria, il 10 dicembre del ’42 e nella sua città ha respirato quell’aria di cultura che spira fin dal Cinquecento, fin dalla nascita dell’Accademia cosentina.
Laureato in filosofia e pedagogia, giunse in Ticino nel ‘69 dopo aver fatto l’educatore al carcere minorile Beccaria di Milano.
Insegnò alla Magistrale e al Liceo, poi fu nominato direttore della Biblioteca cantonale di Locarno. È stato l’animatore di Ragioni Critiche, ha organizzato i convegni filosofici di Locarno, invitando i più grandi intellettuali italiani, e ha tenuto corsi di formazione filosofica. Sua è la definizione della voce “pedagogia” nell’enciclopedia europea di Einaudi.
Una decina d’anni fa il Dipartimento gli fece le pulci per alcune poste contabili non conformi e gli inflisse una sanzione amministrativa. Quella vicenda è rimasta soltanto una piccola nuvola nel cielo di una carriera brillante e appassionata. Ma Spadafora, figura di intellettuale a tutto tondo, ne rimase profondamente amareggiato.
I funerali si terranno al Crematorio di Riazzino martedì alle 13,45.
emmebi