CRONACA
Nel 2002 Bin Laden fu fermato per eccesso di velocità
Il racconto della moglie del più fidato collaboratore del terrorista ha raccontato l'incredibile aneddoto e molti particolari sulla latitanza dello sceicco

WASHINGTON - Nella storia dei latitanti è un fatto piuttosto ricorrente quello di sfuggire fortunosamente a un banale controllo di polizia. Ma certo che questo sia accaduto al più grande ricercato della storia moderna, fa comunque impressione. Osama Bin Laden, infatti, poteva essere fermato a causa di una multa.

Tra il 2002 o il 2003 (la data precisa non è nota) una comune guardia ha fermato l'auto su cui viaggiava il terrorista nella valle di Swat, Pakistan. Il motivo del fermo era il più banale: eccesso di velocità. Alla guida del veicolo c'era il più fedele collaboratore, Ibrahim Al Kuwaiti, morto con lo sceicco nel blitz americano di Abbottabad. Bin Laden era sbarbato e  il poliziotto non lo ha riconosciuto. Come sia stata risolta la questione con il vigile non è chiaro, ciò che è certo è che il fermo si è risolto senza conseguenze per la sicurezza del leader di Al Qaeda.

A raccontare l’episodio è stata Maryam Al Kuwaiti, la moglie di Ibrahim, che era tra i passeggeri di quel viaggio. La testimonianza è contenuta in un dossier redatto dalle autorità pachistane, rivelato dalla tv al Jazeera, per fare luce sulla latitanza di Bin Laden in Pakistan e sul suo assassinio da parte delle forrze speciali degli Stati Uniti.

La moglie di Al Kuwaiti ha raccontato altri dettagli sulla vita quotidiana dello sceicco. Ad esempio, quando passeggiava nel cortile della fortezza di Abbottabad, indossava un cappello da cow boy per nascondere il suo volto ai satelliti spia. Con successo, per altro, appurato che finché non lo hanno ucciso, gli americani non hanno mai avuto la certezza che in quel compound vivesse il loro nemico numero uno.

Bin Laden viveva una vita spartana: appena tre abiti tradizionali per l’estate e tre per l’inverno. Poi una giacca scura e due maglioni. Mangiava poco e quando si sentiva poco bene o depresso si nutriva con cioccolata e mele. Il terrorista si occupava personalmente dell’educazione di figli e nipoti.

 

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