Il consigliere nazionale interviene nel dibattito lanciato dall'architetto contro l'edificazione selvaggia di Lugano. E il deputato Fiorenzo Dadò su Facebook: "Dov'era Botta negli ultimi 30 anni?"

LUGANO – Mario Botta ci è andato giù duro su Lugano. In un’intervista alla NZZ uscita nei giorni scorsi l’architetto si è scagliato contro i disastri architettonici e pianificatori. E ha rincarato la dose sui giornali ticinesi. Nel mirino dell’architetto c’è in particolate il Pian Scairolo, dove “nello spazio di pochi decenni si sono edificati oltre 500’000 metri quadrati di superficie, senza un disegno urbanistico”, e che ha definito “una vera Las Vegas ma di quarta categoria”.
Durissimo anche il giudizio su una Lugano sempre più deserta di sera, dove al posto dei vecchi alberghi demoliti, sono stati costruiti appartamenti di lusso. “Se passeggiate la sera a Lugano non troverete molte finestre illuminate, non troverete molti segni di vita, non troverete bambini che giocano davanti ai portoni d’ingresso; troverete una città muta”.
Il consigliere nazionale UDC Pierre Rusconi ha voluto dire la sua sull’invettiva di Botta.
“Trovo che abbia fatto coraggiosamente bene a esprimere quelle opinioni su Lugano: purtroppo siamo andati troppo in là nell’edificazione di pessimo gusto. Ma, con tutto il rispetto che nutro per Botta, che ha portato la sua genialità nel mondo, devo rilevare che nell’elenco delle brutture non menziona le sue. Penso al Casinò di Campione d’Italia che ha rovinato la riva di un bellissimo paesino di pescatori e ha deturpato il paesaggio di tutta quella parte del lago”.
Rusconi ritiene quel progetto “una cosa deprecabile da parte di un architetto della sua fama e della sua qualità. Come si sia prestato a far questo non lo so, spero non sia soltanto una questione di soldi. E cito un altro incarico a cui si era prestato, a Celerina, un altro progetto deturpante che per fortuna è stato bocciato in votazione popolare. Non so se questi esempi Botta li considera inciampi nella sua carriera e ha qualche rammarico. Sarebbe interessante sapere se oggi rifarebbe le stesse proposte”.
Infine: “Bisogna convenire che a Lugano si è andati troppo in là, poi che questo abbia portato prosperità come sostiene l’ex sindaco Giudici, va bene, ma c’è stata edificazione selvaggia e anche esteticamente discutibile. Però Botta ha guardato solo Lugano e non alle proprie spalle”.
emmebi
E sul tema si è epresso, sul suo profilo Faceboook, anche il capogruppo del PPD Fiorenzo Dadò. Ecco le sue considerazioni: "Ieri è uscito un "j'accuse" su tutti i quotidiani (ripreso dalla NZZ) per il degrado urbanistico del nostro Cantone. Lodevole, certo. Giusto denunciare il degrado che c'è, che è lì, sotto gli occhi di tutti e che oggi crea molti disagi, oltre aver rovinato irrimediabilmente zone bellissime del nostro Cantone. Di questo degrado pianificatorio citato e di quello in generale dell'architettura senza anima che vediamo in giro, che tutti noi oggi e chi verrà dopo, dobbiamo subire, ci sono dei responsabili, con nomi e cognomi. Non è nato da solo, come per incanto. C'è chi ha fatto, chi ha taciuto e chi ci ha guadagnato (molto). Giusto quindi scrivere articoli, che magari aiutano almeno a salvare il salvabile (Piano di Magadino e qualcos'altro) e per ricordare ai posteri i responsabili, e chi (Bianconi, Agliati e qualche altro) ha cercato di combattere. Ma chi l'ha letto, non gli è venuta spontanea una domanda? A me si e senza ulteriori commenti la voglio condividere. Dove erano Mario Botta e parecchi altri negli ultimi 30 anni, mentre avveniva lo scempio del Pian Scairolo, della piana di San Martino, a Lugano, nel Locarnese e via discorrendo?".