Questi episodi non vanno banalizzati: meritano una riflessione e vanno puniti da parte di una società che non accetta il degrado e il proliferare del vandalismo. GUARDA LE FOTO

di Marco Bazzi
LUGANO – Ennesimo raid notturno contro le chiocciole blu sul lungolago di Lugano. Una è finita in acqua, altre due sono state rovesciate. Altre ancora danneggiate. Le foto sono state scattate questa mattina verso le 8.
L’imbecillità dilaga, dunque, nonostante la vicenda accaduta sabato sera, sfociata in una denuncia per aggressione da parte di una persona che si è presa un pugno in faccia per aver osato redarguire un gruppo di ragazzotti che stava tentando di buttare una chiocciola nel lago (leggi articolo allegato). I bulletti sono stati fotografati dalla vittima ma non si sa ancora se la polizia sia riuscita a identificarli.
Sono gli stessi che hanno agito nuovamente questa notte? O sono altri campioni di stupidità che non trovano nulla di più di divertente da fare dopo essersi scolati qualche litro di birra? La spavalderia di questi vandali li porta a colpire in pieno centro senza alcun ritegno. Pur se di notte.
È da quando sono state posate sul lungolago che le chiocciole blu vengono prese di mira dai cretini. Alcune sono state gettate in acqua, altre sono state seriamente danneggiate, prese a calci, e deformate. Per quale motivo? Con quale scopo?
Bisognerebbe analizzare il fenomeno dal punto di vista sociologico e psichiatrico per capirlo: bullismo, vandalismo, sfogo di frustrazioni, emulazione, mitomania, semplice stupidità? Forse è un mix di tutto questo che ha portato alcuni ragazzotti a “perseguitare” nel corso di un mese le installazioni volute dal Dicastero giovani ed eventi nell’ambito dell’animazione del lungolago.
Qualcuno dirà “ma chi se ne frega delle chiocciole, ci sono problemi ben più importanti”… Qualcun altro penserà che i giovani han diritto a qualche sfogo divertente. Tanto che male fanno?
Ma questi episodi sono la spia di una comunità che sta perdendo il senso del rispetto per le cose altrui, pubbliche o private che siano. Siamo più o meno sullo stesso piano di chi imbratta i muri con lo spray o di chi sfregia per divertimento le carrozzerie delle auto. Così, tanto per danneggiare, tanto per lasciare il segno visibile della propria stupidità. E magari bullarsi con gli amici per aver fatto qualcosa di cui parlano i giornali.
A parte i danni provocati alle chiocciole, messe a disposizione della Città da una galleria d’arte, c’è da chiedersi se oggi Lugano potrebbe permettersi di ospitare mostre di scultura all’aperto. Se le opere di Botero o di Mitoraj, che negli anni scorsi sono state esposte nelle vie e nelle piazze, sarebbero al riparo dai vandali.
Ecco perché, a nostro avviso, i raid contro le chiocciole non vanno banalizzati. E perché gli inquirenti dovrebbero darsi da fare per identificare e punire gli autori. Sarebbe un segnale di sana reazione sociale da parte di una comunità che si oppone fermamente al degrado e al proliferare del cretinismo virale.