L'evento inaugurato ieri sera sotto una nuova gestione. Qualche mugugno per il volantinaggio che alla rotonda promuoveva l'iniziativa degli ex organizzatori

LOCARNO – La rotonda del Festival, in piazza Castello a Locarno, ha cambiato look e organizzatori. Non senza qualche polemica seguita all'aggiudicazione. L’offerta finanziariamente più interessante per la Città è stata quella della Viscontea che fa capo ad Alain Poroli, uno degli ideatori storici dell’evento.
Locarno Viva, che fa capo a Marcello Tonini, e ha gestito la rotonda fino allo scorso anno, è emigrata invece nei giardini della Magistrale, dove al posto della vecchia Suite ha creato Area 621. Con una limitazione precisa imposta dal Municipio: solo “food & beverage” ma niente stand merceologici.
Era curioso, ieri sera, vedere un gruppo di giovani, con tanto di maglietta ufficiale, pubblicizzare l’Area 621 tra il pubblico della rotonda. E a qualcuno tra gli organizzatori la cosa non è piaciuta. Insomma, pace sì, ma armata, tra le due fazioni che si contendono il popolo del Festival, compresa la larga schiera di coloro ai quali del cinema interessa poco o nulla.
Oltre al nuovo look, due piccole novità saltano all’occhio. Nel grande bar centrale sono scomparsi i bicchieri di vetro con cauzione (che hanno suscitato mugugni l’anno scorso tra i clienti per qualche bicchiere sparito dal bancone e quindi non rimborsato, episodi sicuramente frutto di caos e affollamento) e sono comparsi gli scontrini. Già, l’anno scorso non c’erano. E qualcuno ha anche chiesto il motivo. La risposta è arrivata quest’anno: il Municipio ha imposto gli scontrini di cassa per avere un controllo sulla cifra d’affari. I bar sorgono su suolo pubblico e il controllo è sacrosanto.
emmebi