CRONACA
La stampa internazionale celebra la ticinese Carla Juri: "Brava da mozzare il fiato"
Critica fredda sul film scandalo "Zone umide" ma per l'attrice solo applausi: l'intero film si regge sulla sua straordinaria interpretazione

LOCARNO - "A Locarno fa di nuovo caldo, e tutti bramano le zone umide". Così si apre l'articolo della NZZ Online a commento del film scandalo del Pardo 2013: "Feuchtgebiete", "zone umide", appunto.

L'articolo si sofferma però soprattutto, fra un gioco di parole e l'altro, sull'interpretazione della ticinese Carla Juri, arrivando alla conclusione che, soprattutto grazie a lei, il film risulta essere meglio del libro, che tanto aveva fatto parlare di sé in Gemania nel 2008.

Già vincitrice del Quartz l'anno scorso, quale miglior attrice per il film "Eine wen iig, dr Dällebach Kari", la Juri porta tutto il film sulle sue "gracili spalle", secondo la NZZ Online, e "si mette a nudo con una naturalezza istintiva".

Anche il sito di gossip Klatsch-Tratsch.de, letteralmente "chiacchiere e pettegolezzi", si stupisce di questa naturalezza nell'interpretare il ruolo della diciottenne Helen, e riporta parte delle dichirazioni dell'attrice durante la conferenza stampa: "Provo una grande empatia per Helen, la protagonista del film. Posso quindi interpretare senza paure la sua estrema ribellione, una ribellione non calcolata, la quale risponde alle sue sensazioni e alle sue pene."

Anche Die Welt elogia l'interpretazione della giovane attrice ticinese, "brava da mozzare il fiato" secondo il quotidiano tedesco. In un film fatto soprattutto di nausea e umori corporali, Carla Juri riesce infatti secondo Die Welt a portare "incanto e grazia", tanto da arrivare a compararla a Audrey Hepburn.

Il Corriere della Sera si stupisce invece dell'aspetto "singolarmente androgino" della protagonista, la quale ha però "un volto che rimane dentro, ed è tutto dire dato che si vedono più le zone intime, umide che ha voluto dalla controfigura".

Sulla stampa tedesca, dunque, dopo aver ricordato nei giorni scorsi la polemica scoppiata attorno al libro, ci si sofferma soprattutto sull'interpretazione dell'attrice principale, più che sui contenuti, già straconosciuti dai lettori tedeschi.

Die Welt si sofferma però su un'altra polemica. L'importante giornale tedesco fa notare infatti come nei titoli di testa capeggi "in coproduzione con la ZDF", la televisione pubblica tedesca. Come si reagirebbe, da noi, se la trasposizione cinematografica del libro di una nostrana Charlotte Roche (o Melissa P, per chi se ne ricorda ancora), venisse coprodotta dalla RSI?

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