Il 6 giugno un blitz in massa per verificare le normative sul lavoro si conclude con un nulla di fatto. Due giorni dopo, nuove verifiche, ed ecco le irregolarità

BELLINZONA - Un primo blitz andato a vuoto. Il forte sospetto di una soffiata. Quindi, due giorni dopo, di nuovo sul cantiere, e stavolta le irregolarità vengono scoperte.
È la storia racconta questa mattina sulla Regione a proposito del cantiere del mega centro logistico della Gucci a Sant’Antonino. Il 6 giugno scatta il blitz con l’impiego di ben 22 agenti, due ispettori Suva, sei dell’Ispettorato del lavoro e cinque dell’Associazione interprofessionale di controllo che svolgono verifiche relative a permessi di lavoro e sicurezza per 4 ore su 177 operai. Risultato: 0. Neanche un'irregolarità sia nei confronti dell’impresa Csc responsabile del cantiere, sia dei subappaltatori per i quali Csc risponde.
Tutto bene, dunque? Non proprio. Due giorni dopo infatti, come rivela sempre il quotidiano bellinzonese, proprio per il timore che ci sia stata una soffiata, si ripete, limitando però gli uomini per i controlli. E il risultato cambia, decisamente. La nuova visita ha infatti permesso di scoprire 12 lavoratori provenienti dall’Italia e privi di notifica alle autorità cantonali. Erano impiegati nella posa di impianti tecnici.