Il presidente del Festival: "... ma devo approvare la scelta del direttore di selezionale quel film". Rocco Cattaneo: “La libertà di espressione è sacra ma queste provocazioni portate all'estremo vanno contro il buonsenso"

LOCARNO – “Quando Giovanni Senzani è arrivato alla Magistrale, contrariamente alle mie abitudini, non me la sono sentita di andare a stringergli la mano”. Il presidente del Festival del film di Locarno, Marco Solari, ha fatto un discorso politico, ieri sera al Castello, dov’erano invitati i deputati al Gran Consiglio.
“Magari vado su un terreno scivoloso – ha aggiunto -. Ma queste cose devo dirle”. Ha parlato della spietata crudeltà delle Brigate Rosse, accecate dalla loro ideologia.
Quindi Solari non è andato a salutare l’ex terrorista protagonista di “Sangue”, il film che tante polemiche sta creando.
E riferendosi a Roberto Peci, una delle vittime di Sanzani, ha detto: “Non potevo dimenticare l'orrore che mi aveva ispirato quell'assassinio di una vittima innocente. Ma…”.
Ma devo approvare la scelta del direttore del Festival Carlo Chatrain, ha aggiunto, ribadendo l’autonomia della direzione artistica. “Le discussioni sui film fanno parte della storia del Festival. C’erano polemiche già quando si presentavano film sull’Unione Sovietica, allora l’impero del male o su storie omosessuali. Per non parlare di Salò di Pasolini…”.
Ma a Locarno la polemica cresce, dopo l’interrogazione del deputato Fiorenzo Dadò, che ha chiesto che il Festival si scusi con le vittime delle BR.
“Sangue” è in concorso, è stato co-prodotto dalla RSI, e in occasione della proiezione il Festival ha ospitato l’ex terrorista (nella foto ai tempi del processo).
Ieri sera abbiamo sondato gli umori di alcuni politici incontrati a un party. Ecco cosa ne pensano.
Rocco Cattaneo, presidente del PLR: “La libertà di espressione è sacra ma queste provocazioni portate all'estremo vanno contro il buonsenso. Bisogna saper dire questo sì, questo no, anche perché qui ci sono in ballo soldi pubblici”.
Giuseppe Cotti, municipale: “Fiorenzo Dado ha ragione: il Festival deve scusarsi. La presenza dell’ex brigatista è stata indegna”.
Paolo Caroni, municipale: “È inaccettabile che un brigatista non pentito venga ospitato ufficialmente dal Festival”.
Michele Barra, consigliere di Stato: “Mi dà fastidio che un brigatista venga qui e non abbia il pudore di dire mi dispiace, mi scuso, mi sono pentito”.
Davide Giovannacci, municipale: “È vergognoso che non si sia nemmeno pentito. La presenza di Sanzani al Festival era senza dubbio inopportuna”.
Augusto Pedrazzini, consigliere comunale: “È una scelta di cattivo gusto ospitare un brigatista non pentito. Vedo una mancanza di considerazione del valore della vita”.
emmebi