CRONACA
La CORSI alla RSI: chiarezza su 'Sangue'. Pedrazzini e Giudici: "Inopportuno Senzani al Festival"
Alcuni membri del Comitato hanno chiesto lumi sul finanziamento del film che vede protagonista l'ex terrorista. Il presidente Pedrazzini: "Ma è prematuro giudicare l'operazione"

di Marco Bazzi

LOCARNO – “Vogliamo chiarezza sul finanziamento di quel film”. La CORSI, la Cooperativa che gestisce la RSI (su sollecitazione di alcuni membri del Comitato), ha chiesto alla Direzione dell’ente radiotelevisivo i dettagli del sostegno finanziario al film “Sangue”, in concorso al Festival di Locarno.

Attorno alla pellicola del regista Pippo Delbono, che vede protagonista l’ex brigatista Giovanni Senzani, infuria la polemica. Accentuata anche dalla presenza al Festival dell’ex terrorista, non pentito, e da alcune sue dichiarazioni pubbliche.

Una presenza che la gran parte del mondo politico e istituzionale ticinese ritiene assolutamente inopportuna. Tra i critici ci sono anche due membri del Comitato, Luigi Pedrazzini, presidente della CORSI, e Giorgio Giudici.

“Invitare a Locarno Senzani è una provocazione fine sa se stessa, che non ha alcuno sbocco”, dichiara Pedrazzini a liberatv. “Il Festival dovrebbe evitare di mettere la testa sotto la mannaia. È stata una scelta improvvida e inopportuna”, gli fa eco Giudici.

E questo è il primo livello. Il secondo è quello che riguarda i finanziamenti. Il film ha ottenuto non solo il sostegno della RSI ma anche quello della Cineteca Svizzera, alla cui guida c’è l’ex direttore del Festival di Locarno Frédéric Maire. Anche il Percento culturale Migros avrebbe garantito un contributo alla pellicola più discussa di questa edizione del Festival.

Sia Giudici sia Pedrazzini confermano che da parte di alcuni membri del Comitato della CORSI sono state avanzate richieste di chiarimento sul sostegno alla pellicola da parte della RSI.

Dice Pedrazzini: “Non posso giudicare l’operazione perché non ho ancora gli elementi. In particolare bisognerà capire se gli enti che hanno partecipato al finanziamento di ‘Sangue’ erano consapevoli di quale sarebbe stato il risultato finale dell’opera. Sappiamo che i registi sono molto gelosi del loro lavoro e non ne svelano anticipatamente i dettagli. Aggiungo che non è la prima volta la RSI sostiene opere cinematografiche estere. Mi fermo qui. Altre riflessioni sarebbero premature in questo momento”.

Ma l’ex consigliere di Stato qualche altra riflessione la fa in termini generali. “Credo che del terrorismo e dei terroristi si debba parlare, perché se la nostra generazione ha vissuto gli anni di piombo, e dunque si è fatta un giudizio su quegli avvenimenti, molti giovani non hanno gli strumenti per capire. Anche il fatto di dare la parola ai protagonisti di quell’epoca tragica della storia italiana può servire a dimostrare la pochezza umana dei terroristi, per i cui atti non c’era, e non c’è nemmeno oggi, alcuna plausibile giustificazione culturale o politica”.

 

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