Un articolo sul quotidiano La Liberté fa scoppiare la polemica. Quadri indignato: "La Città prenda posizione contro questo imbecille"

LUGANO/FRIBORGO - Uno sfottò, un dileggio, dai toni e dalle immagini piuttosto pesanti. Lo ha pubblicato il quotidiano friborghese La Liberté. Il breve pezzo prende di mira e deride i festeggiamenti del primo agosto a Lugano e alcuni suoi protagonisti, tra cui il vescovo Pier Giacomo Grampa e il sindaco Marco Borradori.
L'articolo in Ticino è rilanciato su Facebook, con alcuni commenti indignati. "L'alcool e il caldo fanno brutti scherzi a certi "giornalisti"! Attacchi inammissibili!", scrive Ugo Canelli di Besso Pulita. Durissmo il M unicpale Lorenzo Quadri: "Mi chiedo come questo imbecille friborghese si possa permettere simili considerazioni. La città dovrebbe prendere posizione, perché a tutto c'è un limite, anche all'idiozia di certi pennivendoli romandi che credono di potersi dare arie da "intellettuali" ".
Di seguito la traduzione del pezzo "incriminato"
Fellini alla festa nazionale...
"Fa ancora caldo a Lugano, quando s’avvia il corteo del 1. agosto. Granatieri imparruccati, che sembrano aver fatto tutte le guerre e aver girato i grotto del mondo, precedono le autorità.
Il sindaco trionfante della Lega, airone con gli occhiali che degusta la sua popolarità, domina di una buona mitra il Monsignore di Lugano, il cui viso arrossato dal sole ha preso i colori dei suoi attributi vescovili.
Sfilano la banda musicale e il suo direttore, i rappresentanti d’innumerevoli società, i giocatori dell’HC Lugano, una fanfara decimata dall’estate e un impagabile distaccamento di militari.
Da dove escono questi marmittoni che farebbero passare “les Charlots à l’armée” (NDR: Les Charlots: gruppo musicale francese che negli anni 60’-70’ ha realizzato canzonette e una serie di film comici) per dei granatieri d’Isone?
Sono allineati come la “Tremola”. Ci sono quelli, i piedi nella polenta, che dispiegano sforzi notevoli, ma disperati, per mantenere il passo. I turisti filmano ridendo.
La folla, dalla bocca buona, gusta questo barocco felliniano mattino di dolce vita ticinese. Un Paese felice che si celebra senza prendersi sul serio".