IL PDL si scaglia contro il film presentato al festival di Locarno. Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri presenta un'interrogazione

ROMA - Non solo il Consiglio di Stato dovrà dare delle risposte sul film "Sangue", e su l suo finanziamento, ma anche il Governo italiano. Le polemiche scatenatesi attorno alla pellicola in concorso al Festival di Locarno, che vede tra i protagonisti l'ex brigatista Giovanni Senzani, non si placano in Ticino come a Roma. E se nel nostro Cantone c'è chi si interroga sui soldi stanziati dalla RSI, dalla Cineteca svizzera, per la produzione del film, le stesse domande se le fanno in Italia per quanto concerne il contributo della RAI e del ministero dei Beni Culturali.
Alcuni esponenti di spicco del Popolo della Libertà chiedono infatti che venga fatta chiarezza sul finanziamento del film e criticano duramente l'opportunità di investire fondi pubblici in una produzione di questo genere.
"Siamo molto curiosi di sapere se il film 'Sangue' abbia ricevuto finanziamenti dal ministero dei Beni Culturali. Ci auguriamo davvero di no. Quello compiuto da Giovanni Senzani è unodei crimini piu' indegni commessi dalle Brigate Rosse, e adesso ci viene riproposto in una chiave assai ambigua nel film 'Sangue' e sul quale Senzani ha avuto la faccia tosta di fare una ricostruzione politica. Il Procuratore Caselli condanna la cosa e siamo totalmente d'accordo con lui", ha dichiarato il deputato Fabrizio Cicchitto.
Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ha invece firmato l'interrogazione a cui il Governo dovrà rispondere: "Trovo sconcertante che la Rai abbia potuto finanziare una produzione in cui si e' data ampia ribalta a un brigatista come Giovanni Senzani. I vertici dell'azienda dicano quanto hanno speso per dare una cattedra a un terrorista".