CRONACA
Rossi su Senzani: "Vertici e finanziatori del Festival devono indicare la linea. Ci vuole un decalogo"
"La linea dovrebbe essere quella di una moderazione che eviti inutili provocazioni, chiamando la Direzione ad attuarla e controllando che questo avvenga"

LOCARNO - Sul caso di Giovanni Senzani - la presenza al Festival dell'ex brigatista, protagonista del film "Sangue" - continua a far discutere. A margine delle dichiarazioni del ministro della cultura Manuele Bertoli è intervenuto su Facebook l'ex direttore dell'AET Paolo Rossi. Che dice in sostanza: va bene la libertà della direzione artistica del Festival, ma il Consiglio di fondazione e chi finanzia la manifestazione ha il dovere di esprimere una linea. Ecco il suo post.

"L'inopportuna e sgradevole presenza del brigatista Senzani al festival di Locarno ha fatto scorrere fiumi di inchiostro. Inutile quindi aggiungerne dell'altro. A margine di questo tema, una cosa merita di essere però di essere dibattuta e cioè l'autonomia di scelte della Direzione e la relativa retorica sulla censura. Non so se per ignoranza, pigrizia o interesse a forzare ideologicamente, ma sembra quasi che il "faro artistico" stia al di sopra di ogni discussione. Tangerlo significa ledere la libertà di opinione. Una tesi invero assurda.

"In ogni mezzo di comunicazione di massa (dal blog personale, alla catena televisiva) l'editore determina gli indirizzi (compresi quelli, in senso lato, politici), chiamando una direzione a riempirli di significati concreti (ma coerenti). In questo caso Consiglio di Fondazione, Sponsors, Enti pubblici che cofinanziano la manifestazione, hanno il dovere di esprimere la linea, che dovrebbe essere quella di una moderazione che eviti inutili provocazioni, chiamando la Direzione ad attuarla e controllando che questo avvenga. Questo decalogo dovrebbe essere sottoposto alla Direzione, prima di accettare l'incarico.

"Tutto ciò non ha nulla a che fare con la censura. Infatti lo Stato non vieta che il film su Senzani venga prodotto e pubblicato, indipendentemente dai dubbi (per me reali) sull'eticità del personaggio e sulla morale che la pellicola eventualmente tenta di veicolare".

 

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