L'animatore di Rete 3, sospeso dal microfono per un post offensivo nei confronti dei leghisti, ha espresso il suo rammarico per l'accaduto su Facebook

LUGANO - Alessio Arigoni si scusa. L'animatore di Rete 3 ha affidato alla sua pagina Facebook, là dove tutto era cominciato con un post offensivo nei confronti dei legisti, il proprio rammarico per quanto accaduto.
Dopo il commento "incriminato" era scoppiato un putiferio, con diversi esponenti della Lega che avevano invocato provvedimenti e scuse da parte di Arigoni e della RSI.
Un episodio giudicato negativamente anche dall'azienda che negli scorsi giorni ha deciso di sospendere Arigoni dal microfono. Questa il breve commento rilasciato pochi giorni fa dalla RSI a proposito della sospensione: “Come il pubblico avrà avuto modo di constatare, il collaboratore Alessio Arigoni, animatore di Rete Tre, è stato momentaneamente sospeso dalla conduzione al microfono. Ricordiamo che la RSI dispone di una Direttiva per l’utilizzo dei social media, datata 4 dicembre 2012, rivolta soprattutto a chi - giornalisti e animatori - è a contatto con il pubblico. Nelle prossime settimane, la Direzione RSI deciderà la portata definitiva del provvedimento, che, nel rispetto della privacy del collaboratore e del suo rapporto di lavoro con la RSI, non sarà in alcun modo divulgata. La RSI non rilascerà dunque ulteriori informazioni”.
Ma oggi, come detto, è il giorno delle scuse. Di seguito riportiamo integralmente il post di Alessio Arigoni:
"Mi devo scusare con chi ho offeso col commento inopportuno che ho apposto sulla mia bacheca personale a luglio. Scuse che avevo immediatamente formulato all'azienda in cui lavoro ma che non ho reso pubbliche per timore che il clima di tensione creatosi attorno al mio post potesse aumentare oltremodo. Ora, dopo attenta riflessione, cresciuta anche dopo aver letto i numerosi commenti e le osservazioni degli amici e non, ho pensato doveroso renderle pubbliche.
È evidente a tutti che Facebook per la sua immediatezza e informalità, anche per chi lo usa professionalmente, è una pericolosa trappola. Un municipale della LdT ipotizzava il ricorso all'innalzamento del moltiplicatore della città di Lugano sul CdT ed io ho perso le staffe, essendo stato consigliere comunale nelle file del PS, il cosiddetto tanto vituperato "partito delle tasse".
Il carattere focoso, la passione per la politica e la "cosa pubblica" mi hanno fatto scivolare in un commento volgare che va oltre la normale dialettica del confronto politico. Ne sono dispiaciuto anche perché ho sempre condiviso gli appelli ad un confronto politico corretto, senza attacchi personali, minacce e linciaggi pubblici. Nei 5 anni in consiglio comunale ho sempre contestualizzato le critiche e le osservazioni, a volte pungenti a volte ironiche, fatte per mettere in risalto le incongruenze degli “avversari”.
Sottolineo inoltre che le mie prese di posizione, le osservazioni e le critiche politiche espresse sulla mia bacheca personale di Facebook, blog, articoli di giornale, interrogazioni ed interpellanze non hanno mai voluto rappresentare quelle della RSI tantomeno quelle della SSR.
Rinnovo le mie scuse per il linguaggio inappropriato di cui sopra e vi saluto cordialmente".