Il membro della Commissione scolastica: "I candidati stranieri all'insegnamento superano quelli ticinesi. Ci vogliono misure d'urgenza: incarichi a chi ha le carte in regola anche se non ha ancora l'abilitazione"

MURALTO - Mancano poche ore alla riapertura delle scuole. Qualche giorno fa, un servizio della Rsi ha risollevato il tema “mancanza docenti”. A meno di una settimana dall’inizio delle scuole, infatti, è emerso che cinque classi di scuola elementare sono ancora senza un maestro. Secondo Mirko Guzzi, capo dell’ufficio delle scuole comunali la situazione è dovuta al fatto che il numero delle sezioni è aumentato, parallelamente c’è stata una diminuzione dei candidati e qualche congedo ha peggiorato le cose. A questo punto, non è improbabile, o quanto meno escludibile, che la mancanza di docenti possa venire risolta con delle assunzioni di maestri provenienti dall'Italia.
La carenza di personale ticinese e la necessaria ricerca di docenti provenienti dall’estero, non è certo un tema nuovo. In maggio il deputato PPD Claudio Franscella aveva inoltrato al Consiglio di Stato un’interrogazione con la quale chiedeva informazioni sulla situazione.
Franscella, che fine ha fatto la sua interrogazione?
"Nonostante il tema sia di stretta attualità, non ho ancora ricevuto una risposta dal Governo. Ad ogni modo i dati dei candidati ai concorsi scolastici cantonali, pubblicati prima dall’estate dalla sezione amministrativa del Decs per l’anno scolastico che inizia fra poco, rivelano un aumento del numero di candidature di persone provenienti dall’estero. Rispetto all’anno precedente sono aumentate, passando da 312 a 481 e per la prima volta inoltre sono più numerose delle candidature di persone svizzere, 465 quest’anno e 396 nel 2012. Non è quindi difficile concludere che, anche nella scuola, in particolar modo nella scuola media, media superiore e professionale, si è intensificata la pressione occupazionale proveniente dall’estero, in modo particolare dall’Italia".
C’è chi sostiene che il ricorso ai docenti stranieri sia d’obbligo per via della mancanza di candidati ticinesi. Lei che ne pensa?
"Ritengo che questa sia una mezza verità e che è necessario analizzare più a fondo la questione. È vero che in generale i nostri giovani sono sempre meno invogliati a intraprendere una professione sempre meno attrattiva a causa delle condizioni di lavoro che diventano sempre più difficili. Anche i salari non sono competitivi e a questo si aggiunge una sempre più scarsa considerazione della figura del docente. Inoltre non dimentichiamo che vi è il numero chiuso al Dipartimento formazione e apprendimento, il DFA, e non tutti possono iscriversi come vorrebbero. Però purtroppo non ci sono solo questi problemi... "
Vada avanti con l'altra mezza verità...
"Bisogna anche dire che i candidati in possesso di lauree e dottorati ci sono. Per molte materie, però, non si offre loro la possibilità di frequentare i corsi di formazione per qualificarsi e abilitarsi in Ticino. Si continua quindi a favorire docenti che provengono da fuori Cantone con delle formazioni pedagogiche acquisite all'estero che, senza nulla togliere al loro valore, sono perlomeno lontane dal contesto scolastico ticinese".
E come si può risolvere la situazione?
"Occorre considerare che il Ticino è una piccola regione linguistica con pochi posti disponibili nel campo scolastico, soprattutto per chi si è formato in materie specialistiche. Non si possono quindi applicare tout court le norme federali sull’abilitazione fatte su misura per cantoni grandi, come Zurigo, Basilea o Ginevra, dove i corsi possono essere organizzati annualmente per tutte le materie. È quindi necessario trovare altre soluzioni per non continuare a sfavorire e perdere per strada i nostri candidati che non riescono ad abilitarsi nelle loro materie per l'assenza di corsi in Ticino".
Qual è quindi a suo parere la strada giusta?
"Per offrire subito una risposta a questo problema si potrebbe, quale misura d'urgenza e provvisoria, rinunciare a qualunque nomina - specialmente di cittadini stranieri - e assegnare per incarico dei tempi parziali di insegnamento a tutti i candidati ticinesi in regola con gli studi (licenza universitaria e dottorato), nell'attesa di poter poi organizzare un corso di abilitazione specialistico in Ticino. A questi docenti incaricati si potrebbe far sottoscrivere un impegno formale a frequentare il corso quando sarà organizzato e concedere la nomina dopo che essi si sono messi in regola con i requisiti federali. A mio modo di vedere lo Stato, così facendo, potrebbe dare soddisfazione alle esigenze dei nostri candidati senza causare disparità di trattamento e non violerebbe nessuna prescrizione a livello federale, essendo questa una misura provvisoria".
Tornando al caso delle cinque sezioni di scuola elementare a cui manca ancora il docente, il DFA da qualche anno applica un numero chiuso per le iscrizioni. Non è forse il caso di riaprirlo?
"Penso proprio di sì. Però prima è necessario fare uno studio sul fabbisogno dei docenti nei prossimi anni: è un dato decisivo per assicurare la continuità dell’offerta scolastica cantonale. In fondo è il punto di partenza per poter armonizzare la formazione di base (per i docenti della scuola dell’infanzia ed elementare) e il master in insegnamento (per i docenti di scuola media e media superiore) con il bisogno di docenti formati e abilitati nelle diverse materie in funzione dell’andamento demografico e del ricambio di docenti che raggiungono l’età del pensionamento. Senza questi dati previsionali non si va molto lontano".
Quindi, in conclusione?
"Dico una cosa: è giusto far imparare a memoria l’inno Svizzero, come pure introdurre l’ora di civica nei programmi scolastici, affinché i nostri ragazzi conoscano e rispettino maggiormente le nostre Istituzioni. È però indispensabile, per incoraggiarli a sperare e credere ancora e sempre nel loro Paese, offrire loro - quando ne hanno i requisiti - le giuste opportunità per realizzarsi professionalmente. Mi auguro veramente che questo non resti solo un auspicio e spero anche che non si perda più troppo tempo in chiacchiere...".
DV