STAN: "Non intendiamo cominciare una battaglia giuridica per impedirne la costruzione. Su questo sarà la cittadinanza a decidere."

LOCARNO – Il progetto del Palacinema ha scatenato fin da subito voci contrarie e l’approvazione da parte del Consiglio comunale lunedì scorso di un credito di 32 milioni non le ha di certo placate. A “prometter battaglia” per primo è stato Silvano Bergonzoli che ha confermato il lancio di un referendum per impedirne la costruzione. E ora è la volta della Società Ticinese per l’Arte e la Natura (STAN) che ha inoltrato ieri tramite raccomandata al Municipio il suo ricorso. Ma, come dichiarato nella lettera, “l’intendimento di questa opposizione è costruttivo; speriamo cioè che sia ancora possibile intervenire su alcuni aspetti di dettaglio esterni che a nostro avviso sono degli stravolgimenti inaccettabili della veduta e della percezione dell’edificio.”
Infatti nella raccomandata STAN chiarisce che “lo scopo di questa opposizione non è quello di contestare di principio la realizzazione del Palacinema sul sedime delle ex-scuole comunali; la Città ha fatto la sua scelta e non intendiamo sabotarla con una battaglia giuridica tesa pregiudizialmente e ad ogni costo a ostacolarne la realizzazione. Semmai sarà la cittadinanza locarnese, che probabilmente sarà chiamata a pronunciarsi, a dover decidere democraticamente su questo oggetto, valutandolo in tutti i suoi vari aspetti.”
STAN si è sempre detta poco convinta, fra le altre cose, della costruzione delle tre sale in quanto avrebbero portato “a uno snaturamento della tipologia della costruzione esistente. Esaminando la documentazione della domanda di costruzione, ci sembra che il rischio menzionato si stia effettivamente concretizzando. Tra l’altro ci pare che, rispetto agli schizzi e ai modelli visti in occasione della premiazione del progetto vincente, la sopraelevazione risulta essere sensibilmente maggiore e questo cambia parecchio la percezione dell’edificio!”
Ed proprio la sistemazione delle facciate della parte sopraelevata uno dei due aspetti del progetto a cui STAN si oppone: “verrebbe realizzata in metallo (lamiera lavorata di color giallo-oro) e non ci pare che dia luogo a un inserimento molto lodevole nel contesto edificato storico circostante. Si vorrebbe capire bene che effetto visivo avrà questa sopraelevazione, in special modo sul fronte principale verso Piazzetta Rossi e sul lato su via Franchino Rusca. Per questo sarebbe auspicabile l’approntamento di una campionatura con il materiale previsto in scala reale. Nel caso in cui il risultato non dovesse essere soddisfacente, proponiamo al Municipio di prendere in considerazione un’altra soluzione.”
L’altro aspetto è la tipologia dei serramenti previsti. Al momento sono previste finestre ad anta unica che per STAN “non sono assolutamente appropriate in un edificio storico di inizio Novecento; la tipologia di finestre a due ante e con specchiature come negli attuali serramenti è assolutamente imprescindibile in un edificio d’epoca come il palazzo delle ex scuole comunali, perché fa parte delle caratteristiche intrinseche dell’edificio e contribuisce al suo valore di identità storica. Peraltro, alcuni esempi osservati altrove (per es. al Palace di Lugano), ci convincono – se ce ne fosse stato bisogno - che si tratta di soluzioni infelici.”
STAN infine ricorda che, per quanto l’edificio non sia stato inserito dal Municipio fra gli edifici culturali protetti, “l’Ufficio cantonale dei beni culturali nelle sue proposte l’aveva inserito negli
oggetti raccomandati per la messa sotto protezione. Il Municipio visibilmente l’ha tolto dall’elenco degli edifici per cui è stato bandita la zona di pianificazione verosimilmente appunto per non ostacolare una progettazione più libera del Palacinema. Prescindendo dal fatto che a parere della STAN questo edificio meritava e meriterebbe di essere protetto come bene culturale, a nostro avviso il contesto storico circostante e il carattere urbanistico marcante del palazzo delle ex scuole impone in ogni caso una cura e un rispetto accentuato negli interventi. Per i motivi succitati, si chiede che il Municipio vincoli la concessione della licenza edilizia alle condizioni sopra accennate.