Parla un ex detenuto del carcere di Orbe: “Frequentava soprattutto dei violentatori. Non c'era bisogno di uno psichiatra per rendersi conto che era disturbato”

GINEVRA – Emergono altri dettagli inquietanti su Fabrice Anthamatten. Questa volta a rivelarli a Le Matin è un ex detenuto del carcere di Orbe che per un periodo è stato vicino di cella dello stupratore e presunto assassino di Adeline. Stando a quanto racconta l’uomo, Anthamatten parlava spesso col sadico di Romont, il pluriomicida che negli anni 80 uccise brutalmente almeno cinque persone tra cui anche il ticinese Fabio Vanetti: “Era estremamente bizzarro. Frequentava soprattutto maniaci e stupratori. Ricordo che parlava spesso con il sadico di Romont”.
"Indossava sempre un cappello e occhiali da sole - ha aggiunto l'uomo - anche in prigione. Non c'era bisogno di essere uno psichiatra per capire che era disturbato! Come è possibile che abbiano potuto lasciargli scontare fuori un terzo della sua condanna? Io non sono violento! Nonostante questo non ho mai beneficiato di questo tipo di uscite. Io, a un terzo della pena, sono stato messo in una cella di sicurezza...".
Ieri invece, tramite le pagine del 20Minuten, si è espressa un’ex fidanzata di Fabrice. La ragazza allora diciottenne, che diciassette anni fa ha avuto una relazione di tre mesi con Anthamatten, ha dichiarato che lui parlava spesso di tagliarle la gola, ma dopo tornava affettuoso e allegro come sempre. “Una sera però ero in cucina e stavo tagliando il pane per la fondue, quando mi ha improvvisamente preso il coltello dalla mano e me lo ha portato alla gola”. Fortunatamente la ragazza non rimase ferita e la sera stessa lasciò Fabrice, all’epoca ventiduenne.