CRONACA
Due giorni di sole e poi di nuovo brutto. Spinedi consiglia: "Fate la vendemmia prima di sabato"
L'esperto di Meteosvizzera commenta i primi giorni autunnali in Ticino: "Da giovedì calo delle temperature. Venerdì resta nuvoloso. Sabato e domenica sono compromessi: pioverà"

'LOCARNO - Ottobre è alle porte e da qualche giorno a questa parte il Ticino è ormai entrato nella stagione autunnale. Dopo la pioggia e le nuvole di ieri e di oggi, secondo Meteo Svizzera, la settimana dovrebbe essere piuttosto mite. “La situazione generale è caratterizzata da una perturbazione che ci ha toccati nella giornata di domenica, da domani pian pianino la situazione dovrebbe stabilizzarsi, per cui martedì e mercoledì dovrebbe essere abbastanza soleggiato.  Da giovedì è prevista una copertura nuvolosa più compatta e un calo delle temperature", conferma Fosco Spinedi da Locarno Monti. I fine settimana di settembre e ottobre sono ancora belli da passare all'aria aperta, cosa bisogna attendersi? “Venerdì resta ancora nuvoloso, mentre sabato e domenica, che probabilmente sono i giorni che più interessano per la vendemmia, mi sembrano compromessi, in quanto le previsioni indicano precipitazioni”. 

E proprio la questione della vendemmia è quella che più interessa a molti ticinesi, “era anche il nostro punto di maggiore preoccupazione, visto che c'è una grossa aspettativa per il weekend. Secondo le previsioni consiglio di effetturare vendemia prima di sabato, anche se quel giorno è relativamente lontano per essere sicuri della pioggia, è qualche giorno che i dati ci danno queste indicazioni”.

Settembre e ottobre, si sa, è anche stagione di funghi, “non posso esprimermi con sicurezza a riguardo, perchè non ho informazioni di prima mano.  A livello molto generico posso confermare che le condizioni di base ci sono, anche perchè stiamo vivendo un clima mite con sufficiente umidità, ma come sappiamo, certi esperti mettono l'accento sul fatto che la stagione dei funghi non dipende solo dall'autunno e dall'estate, ma anche dai mesi primaverili”, commenta Spinedi.

Qualche giorno fa, alcuni media hanno riportato la notizia che l'inverno prossimo potrebbe essere il più freddo degli ultmi cento anni. “La mia risposta a questa affermazione è lapidaria: non si può dire niente. Onestamente noi non abbiamo delle informazioni a riguardo e non so dove questi esperti siano andati a prenderle”. Ma se veramente fosse vero, cosa significherebbe?  “Se dovessimo avere sul serio l'inverno più freddo del secolo, vorrebbe dire che il lago di Zurigo, ad esempio, si ghiaccerebbe. Per completare questo processo ed avere il lago completamente gelato, ci vogliono almeno, e sottolineo almeno, due mesi con temperature minime attorno ai -20 gradi. Quindi, immaginiamoci questo scenario e tutte le conseguenze che avrebbe: sarebbero situazioni alle quali non siamo più confrontati da ottant'anni. Poi è vero che nel 1963 il lago di Zurigo si è gelato, ma in misura minore. Ci sono scenari che non si possono ipotizzare così a cuor leggero”. Le previsioni riguardavano probabilmente l'intera Europa, “sì, ma lo scenario sarebbe comunque lo stesso, immaginiamoci che i fiumi più importanti gelino: il Tamigi, La Senna, il Volga, il Reno. Pensiamo a cosa significherebbe avere questi principali fiumi gelati per un periodo prolungato, vorrebe ad esempio dire che il trasporto navale interno all'Europa sarebbe bloccato”. Una situazione da  film come in “The day after tomorrow”, “ripeto, fare una previsione simile mi sembra un tantino azzardato, soprattutto senza sapere su quali documenti si siano basati gli esperti”.

 

 

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