Dopo mesi di speculazione sulle sue condizioni, il Premio Nobel per la Letteratura ha presenziato all’inaugurazione di un bowling a Santa Fe apparendo in forma e sorridente

CITTÀ DEL MESSICO – Dopo mesi di speculazioni sulla sua salute, ieri è tornato a mostrarsi in pubblico Gabriel Garcia Marquez. L’occasione era l’inaugurazione di un bowling nel quartiere di Santa Fe progettato dall’architetto, amico di lunga data, Daniel Feldamn.
Gabo si è presentato alla cerimonia in compagnia della moglie Mercedes, ha inaugurato lo stabilimento tagliando il nastro, si è intrattenuto con gli altri invitati e ha scambiato cordialmente due chiacchere con quanti erano accorsi per salutarlo e chiedergli un autografo. Insomma, ai presenti all’evento lo scrittore colombiano è apparso in buona forma e di ottimo umore.
Nessuna parola invece per giornalisti presenti che provavano a intervistarlo e incalzavano con domande sulla sua salute, ma un’immagine molto esplicita. Il Premio Nobel per la Letteratura si è limitato infatti a posare per i fotografi in maniera scaramantica ed ironica con il pugno chiuso e un unico dito, quello medio, alzato. Sorridendo, ha poi solo aggiunto che si sentiva molto bene.
Le voci che temevano per la salute di Marquez, ora 86enne, sono cominciate l’estate scorsa: Plinio Apuleyo Mendoza, suo collega e amico, aveva dichiarato che Gabo stava perdendo la memoria e non riconosceva più le voci al telefono. Timori che sembravano confermati dalle parole del fratello Jaime che raccontava dei “diversi problemi di memoria” dello scrittore ricordando che nella famiglia ricorrono molti casi di demenza senile.
Preoccupazioni non nuove però, la salute di Gabo è infatti da tempo argomento di discussione. Precisamente fin dal 1999, quando gli fu diagnosticato un cancro linfatico che lo portò a scrivere le sue memorie. L’anno dopo il periodico peruviano “La Repùblica” lo dava quasi per morto, diffondendo la notizia che lo scrittore era ormai agonizzante. Fortunatamente si sbagliavano e nel 2002 uscì “Vivere per raccontarla”, prima parte della sua autobiografia. La battaglia contro il cancro fu vinta tre anni dopo, nel 2005.