CRONACA
Reichlin: "Portiamo in scena corpi nudi, il vizio e Sade, ma la pornografia è ben altro!"
Il direttore della stagione teatrale di Lugano difende alcune scelte "erotiche" e stoppa le polemiche: "È un cartellone per tutti, con classici, comici, fantasia e anche un po' di sesso"

di Ilary Bucci

LUGANO – Il programma di LuganoInScena non ha tardato a far discutere. Nei giorni passati sono arrivate le prime reazioni su alcuni contenuti giudicati “spinti” della nuova stagione teatrale. Una di queste è sicuramente quella dell'avvocato Luca Guidicelli, che lo ha definito un “tripudio del porno”. Il programma luganese fu già al centro di polemiche l’anno scorso per la scelta del manifesto della stagione che proponeva una dama con il seno prosperoso in primo piano (era la locandina dello spettacolo 'Le relazioni pericolose'). Prima di passare al caso "porno”, chiediamo a Renato Reichlin, responsabile di LuganoInScena, di raccontarci cosa dobbiamo aspettarci dal programma degli spettacoli in cartellone.

“È certamente una stagione molto articolata, come si può immaginare pensando che conta tra spettacoli di teatro, danza e concerti ben 93 titoli. Li abbiamo organizzati in sette rassegne che individuano un po’ i sette generi di teatro che noi proponiamo: da quello generalista alla comicità, dallo spettacolo di danza alla rassegna dedicata alla fantasia e all’immaginazione. Spazio anche al contemporaneo che parla della nostra esistenza e che magari ci diverte, ma ci obbliga allo stesso tempo a confrontarci con ciò che siamo noi oggi. C’è poi una rassegna che si intitola “Scrittori in scena” proprio perché ci saranno cinque scrittori piuttosto famosi in scena e non a leggere i loro testi, ma come attori. E sono Stefano Benni, Daniel Pennac, Corrado Augias, Giorgio Faletti e Massimo Carlotto. Quindi è un programma che si rivolge alle famiglie, a chi vuole ridere e basta passando un bel momento scacciapensieri, a chi vuole interrogarsi su un tema o sulla situazione della nostra vita contemporanea, a quello cui piace la commedia musicale. Insomma, credo sia un programma piuttosto ricco per una molteplicità di pubblici.”

Nonostante sia molto ampio e pare ce ne sia per tutti i gusti, come al solito l’attenzione però cade su un tema, il solito. Qualche reazione sembra esserci già stata da quanto testimonia anche la presentazione della stagione in home page del vostro sito. A esser già stato definito porno è il percorso “Attrazione Fatale: sui (s)legàmi tra sesso, erotismo e amore”. Un palc-oscenico, come lo chiamate voi stessi,  volutamente provocatorio o scelta di altro tipo?

“In realtà tutto è nato dalle reazioni suscitate dal manifesto dello scorso anno che mostrava il decolleté di un’attrice in costume settecentesco. È un’immagine apparsa anche su LeMonde, che non è senz’altro un giornale pornografico o erotico, e ci è stata fornita dalla compagnia stessa. Noi come ogni anno scegliamo l’immagine di uno spettacolo in calendario come manifesto. Non ci aspettavamo una reazione del genere. Allora mi sono detto che forse ci sono dei temi che val la pena di affrontare al di là di qualsiasi perbenismo o ipocrisia. Così è nata l’idea di questo percorso che, ricordo, rappresenta solo un decimo della stagione. Attrazione Fatale mette in scena proprio il rapporto tra sesso amore ed erotismo che sono tre componenti che dovrebbero stare insieme e in realtà, più che mai oggi, sembra siano in lotta. La decina di titoli affrontano il tema della sessualità e del nostro rapporto con essa. Ma da diversi punti di vista: naturalmente è felicità e piacere, ma è anche purtroppo violenza, e questo è il tema dello spettacolo “Ferite a morte” scritto da Serena Dandini. E è anche forzatura di comportamenti. “Lolita”, per esempio, è la storia di queste giovani di oggi cui sottraiamo l’adolescenza e l’infanzia costringendole a truccarsi, a vestirsi e a pensare da donna prima ancora di esserlo. Niente di pornografico, al contrario è una serie di spettacoli che vuole far riflettere su una componente molto importante della nostra vita, della nostra natura e delle nostre relazioni con gli altri. Poi credo anche che  vedere solamente questo percorso è un po’ strabismo morale. E anche all’interno del filone stesso, ridurre tutto a pornografia vuol dire proprio fraintendere. Ci sarà “Il vizietto” con Columbro e Iacchetti, non so, ma io faccio un po’ fatica a immaginarli come attori erotici o pornografici. Così come faccio fatica a immaginare che la città di Lugano, per i quali noi lavoriamo e di cui LuganoInScena è il programma di spettacoli ufficiale, faccia della pornografia… ci vuole già poi una gran fantasia!”

Lo spettacolo che si prenota per essere il più discusso però appartiene a un altro filone, quello de “I signori della Notte”, vala a dire la rappresentazione di “Sade: opus contra naturam” con la presenza di corpi nudi in scena

“Il signore della notte è una rassegna che dedichiamo a questi personaggi che si annidano nelle zone d’ombra della nostra interiorità. Per il marchese de Sade tanto per cominciare c’è un anniversario, l’anno prossimo sarà il bicentenario della morte. Inoltre lo spettacolo appartiene in realtà a due rassegne: una è “I Signori della notte” e l’altra è “il potere”. Perché? Perché è uno spettacolo molto filosofico, naturalmente filosofia secondo Sade dove ci sono dei corpi nudi, ma senza ostentazione erotica. Semmai c’è violenza, quella violenza che il potere esercita su di noi e che Sade denuncia. Nel caso particolare denuncia il potere di una certa chiesa impegnata a mortificare il nostro piacere di stare al mondo con una serie di comandamenti e leggi che ci impediscono di godere. Naturalmente tutto questo è molto discutibile, come del resto lo è stato Sade. Ma è uno spettacolo di grande bellezza, con una testualità anche di un certo impegno. Uno spettacolo che oserei definire filosofico appunto. Certo è raccomandato a un pubblico adulto, ma non tanto per i corpi nudi, che sono nudi e basta, non fanno nessun gesto che sia in qualche modo provocatorio, disdicevole o malizioso. Ma piuttosto perché il testo ha bisogno di uno spettatore con i mezzi per comprendere, perché è un inno al vizio, al diritto di godere la vita anche violando le regole morali e potrebbe esser frainteso da un pubblico non sufficientemente maturo.”

Quando se ne parla, spesso in qualunque modo lo si faccia, il sesso suscita sempre reazioni molto forti e anche il Ticino non fa eccezione, anzi. E certo le proposte sono ancor più forti di quelle dell’anno scorso, come mai queste scelte? Di fondo c’è una volontà di provocare e scuotere gli animi dei ben pensanti?

“Forse in certe scelte. Il teatro è uno spettacolo dal vivo e ha quindi una forza che cinema e tv non hanno o hanno diversamente. A teatro l’attore è lì e in quel momento e da nessun altra parte al mondo, è con te, davanti a te, e il teatro moderno tante volte travalica il limite di separazione tra pubblico e scena. Molto forte già come tipo di situazione. Poi io credo nell’effetto catartico del teatro. Era una componente già del teatro antico, mettere in scena situazioni violente per liberare lo spettatore dall’istinto alla violenza. Ecco secondo la catarsi teatrale certe rappresentazioni hanno proprio lo scopo di liberare gli spettatori dagli istinti che si esauriscono nel guardare la loro realizzazione a teatro anziché sfogarli sul prossimo. Che poi ci sia una provocazione è così per natura: la cultura deve essere provocazione, è sempre stato così. La cultura è crisi, non è in crisi. È messa in discussione, spostare il punto di vista, farti vedere l’altra faccia della medaglia. Questa è la cultura viva.”

Infine si aspetta di ricevere critiche anche pesanti per questo programma?

“Non credo ci saranno critiche pesanti, del resto tutti questi spettacoli sono stati precedentemente visti e hanno già recensioni molto significative. Io credo siano spettacoli di qualità, nessuno uscirà scandalizzato, ma tutti usciranno arricchiti e divertiti. Anche molto. Attraverso quella che chiamo risata civile mentre ci si diverte si porta a casa anche qualcosina. Una qualche idea, un qualche principio, un qualche valore con cui affrontare meglio la complessità della nostra esistenza e questa è la funzione di base della nostra proposta.”

Quindi l’erotismo, quando ci sarà, sarà un erotismo a fine di riflessione?

“Assolutamente. Anzi aggiungerei che la vera pornografia per me è un’altra. Fra i filoni anche quello dedicato alla moda e all’atra faccia della bellezza. Un progetto che si interroga sulla bellezza esteriore e quella interiore che molto spesso mortifichiamo. Il fatto che non possiamo più parlare di amore e non siamo più capaci di parlare di bellezza intesa come dignità. Questi son i veri tabù. Oggi diamo molta importanza al vedere, all’apparire, al comportarsi, ma non alla nostra interiorità. Magari la vera pornografia è proprio questa.”

 

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

“Solitudini”, a Lugano una giornata di riflessione tra medicina, psichiatria e letteratura

09 LUGLIO 2026
LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026