CRONACA
Giallo del decreto d'accusa: la redazione di Teleticino replica a Mordasini
Presa di posizione dell'emittente di Melide: "Ci rimprovera di non aver verificato la notizia, ma in realtà l’abbiamo chiamato tre volte"

MELIDE - Sul giallo del decreto d'accusa che il procuratore Zaccaria Akbas sarebbe intenzionato a firmare nei confronti del caporedattore del Diavolo Corrado Mordasini, si registra la presa di posizione della redazione di Teleticino, che ieri ha anticipato la notizia.

L'emittente di Melide replica alla nota diffusa nel pomeriggio Mordasini (leggi articolo correlato) che accusava i media, TeleTicino, e quelli che avevano ripreso la notizia, di scarsa professionalità per non avere verificato la notizia. Io, ha scritto Mordasini, non ho riveuto nessun decreto d'accusa, quindi o la notizia è inventata di sana pianta oppure c'è stata una grave fuga di notizia dalla procura: "e sarebbe grave", ha aggiunto il responsabile del quindicinale satirico.

"Nell’edizione del telegiornale di ieri - si legge in una nota della redazione di Teleticino pubblicata su Ticinonews - abbiamo riferito di un decreto d’accusa che avrebbe colpito il coordinatore del Diavolo Corrado Mordasini per un articolo apparso sul quindicinale satirico. Al momento, fa sapere il diretto interessato in un comunicato stampa, non gli è stato comunicato alcun decreto. Il caso, di cui la nostra redazione era ignara prima di parlare con Mordarsini, è quello della finta biografia di un esponente politico e della relativa denuncia da parte della madre di quel politico. A noi era giunta la segnalazione di un non meglio precisato decreto nei confronti di Mordasini, che abbiamo subito contattato per verificare la veridicità della notizia".

"Dopo avercela confermata - scrive ancora la redazione - verosimilmente partendo dal presupposto che fosse stato emesso un decreto d’accusa, Mordasini ci ha spiegato di cosa si trattava e ci ha fornito i particolari della vicenda di cui noi eravamo completamente all’oscuro. La terza telefonata, di comune accordo, è stata addirittura registrata e utilizzata come intervista per l’edizione di ieri. Ora ci rimprovera di non aver verificato la notizia, ma in realtà l’abbiamo chiamato tre volte e quindi la vicenda è stata originata da un malinteso. Tanto più che nel corso della prima o della seconda telefonata l’interlocutore ha detto che stava meditando un eventuale ricorso".

 

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