CRONACA
È arrivata in Ticino la Halyomorpha hayl: la cimice marmorizzata
Scoperto nella zona di Gudo, l'insetto attacca le piante da frutto e si annida nelle case
GUDO-Sono di colore grigio-marrone, lunghe dai 12 ai 17 millimetri e negli ultimi tempi stanno infestando la campagna di Gudo: sono le cimici. In francese sono chiamate “punais diaboliques”, si aggirano ai bordi delle finestre e si nascondono in casa, dietro agli oggetti. Le cimici, il cui nome scientifico è Halyomorpha hayl, sono “con tutta probabilità cimici marmorizzate”, afferma – sulle pagine de LaRegione Ticino – la conservatrice per gli invertebrati al Museo cantonale di storia naturale di Lugano Lucia Pollini Paltrinieri, che ha analizzato le foto dei ritrovamenti scattate nelle ultime settimane. Le cimici, che stanno invadendo le case del comune bellinzonese, “sono conosciute per questa caratteristica: in autunno gli adulti si aggregano per svernare. A questo scopo creano assembramenti importanti attorno, ma anche dentro le abitazioni, cercando rifugio per l’inverno”. Nei mesi primaverili invece lasciano le abitazioni e si accoppiano e nutrono nella natura. In estate, le femmine depongono fino a 150 uova, in gruppi di 20, sulla parte inferiore delle foglie e per l'inverno le larve diventano adulte.Ma da dove arrivano queste cimici, parenti di quelle nostrane? L'Haylomorpha hayl arriva dall'Asia orientale e prima di raggiungere Gudo era già arrivata negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei. Avvvistata per la prima volta in Svizzera nel 2007, nella zona di Zurigo, è poi stata trovata anche in Valteltellina, in alcune regioni della Lombardia e ultimamente nelle zone di Modena. “In Ticino ci sono state segnalazioni sporadiche negli ultimi anni, ma finora non abbiamo avuto notizie di problemi alle colture”, commenta Luigi Colombi dell’Ufficio fitosanitario cantonale. In Asia orientale, la cimice marmorizzata è conosciuta anche per gli ingenti danni creati a piante ornamentali e da frutta e si pensa che siano proprio queste ultime ad aver portato l'animale in giro per il mondo, attraverso i commerci sempre più globali e la crescente mobilità umana. Nel frattempo, i ritrovamenti di Gudo hanno allertato l’Ufficio fitosanitario, che rimane sul chi vive: “È importante monitorare ed è ciò che faremo, in collaborazione con il Museo cantonale di storia naturale che ci aiuterà a determinare se gli esemplari catturati siano effettivamente queste cimici asiatiche”. A partire dall'anno prossimo sarà attivato un preciso controllo su piante da frutta e vigneti, ma rimane difficile prevedere come avverrà la progressione dell'insetto, che non sembra preferire un territorio all'altro. La battaglia alla cimice marmorizzata è risultata finora “difficile: si può tentare con i prodotti già usati contro i suoi simili locali”.
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