Dalla scorsa primavera la polizia ha estirpato 5'200 piante e una sessantina di persone sono state denunciate. Intervista al capo dell'antidroga Stefano Mayor

BELLINZONA – Ministero pubblico e polizia, questa mattina, hanno fatto il punto sulle coltivazioni di canapa in Ticino e i relativi sequestri. "Dalla scorsa primavera - si legge in una nota stampa - la Cantonale è intervenuta numerose volte in Ticino, con la collaborazione del Corpo Guardie di Confine e di varie Polizie comunali, per individuare coltivazioni abusive di canapa, riuscendo ad estirpare oltre 5'200 piante.”
“Sessantaquattro persone prosegue il comunicato - sono state identificate e denunciate al Ministero Pubblico per contravvenzione e/o infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti. Sono state sequestrate piante di diverse grandezze: da piccole talee fino a piante di un paio di metri di altezza. Pure variegato il contesto delle piantagioni: da singole piante per soddisfare il bisogno personale fino a coltivazioni industriali con impianti di irrigazione ed illuminazione all'avanguardia. Nessuna delle persone identificate era in possesso della necessaria autorizzazione rilasciata dall'Ufficio Federale di Sanità Pubblica. Tutte le piante sono state sequestrate e quindi distrutte”.
5200 piante distrutte e oltre sessanta persone denunciate, cosa vogliono dire questi numeri? C’è una ripresa nel consumo e nella coltivazione di canapa o sono dati in linea con gli altri anni? A rispondere è Stefano Mayor, a capo della sezione Antidroga della Polizia cantonale.
“È difficile fare una analisi in base al numero delle piante che vengono sequestrate, perché vanno dalle talee di pochi centimetri fino alle piante di due metri. Inoltre, dipende anche tanto dalle piantagioni che vengono scoperte. Per dire erano duemila piante due anni fa, ottomila lo scorso e cinquemila quest’anno. Quindi anche delle variazioni di anno in anno di un qualche migliaio non sono indicative di un fenomeno o di un andamento che può essere ripreso negli anni. Se invece guardiamo al numero delle persone denunciate, vediamo che è più o meno stabile, sono sempre una settantina circa. Quindi possiamo dire, basandoci su questo dato, che la situazione è costante.”
Qual è in Ticino l’evoluzione della marijuana rispetto ad altre sostanze?
“Sono paragoni che noi non riusciamo a fare. È difficile valutare i sequestri o le persone denunciate di una sostanza rispetto all’altra o sapere quanti vengono denunciati per più sostanze. Non abbiamo delle statistiche che ci permettono di fare questo genere di analisi. Quello che abbiamo riscontrato è che le persone denunciate per queste piantagioni raramente hanno anche problemi legati ad altri stupefacenti. Diciamo però che rispetto alle altre droghe non ci sono dei grandi cambiamenti per come era l’anno scorso. Resta una droga consumata molto da giovani e da singoli consumatori che magari decidono di coltivarla in balcone, ad esempio, per evitare di andare a cercarla. Il fatto di coltivarla a casa permette poi anche un risparmio. Bisogna dire che la modifica della legge del 2011, che rende la canapa illegale indipendentemente dall’uso che ne viene fatto, ci aiuta molto nell’affrontare questi casi. Una volta bisognava dimostrare che la persona la coltivava per fumarla come stupefacente, adesso invece qualsiasi pianta è illegale e quindi vengono tutte distrutte e la procedura è un po’ più semplice e veloce.”
Ma qual è il prezzo medio sul mercato? C’è magari una prevalenza fra marijuana o hashish?
“I prezzi variano molto a dipendenza dei quantitativi comprati e della qualità, quindi per entrambe si può andare dai 4/5 franchi fino ai 12 al grammo. È difficile stabilire una media. In rapporto alle coltivazioni però, c’è da dire che producono principalmente marijuana e perciò l’hashish in vendita proviene quasi sempre dall’esterno.”
Infine, nel comunicato si fa riferimento a diversi tipo di piantagioni individuate, da coltivazioni personali a diciamo veri e propri impianti industriali. Ma qual è delle due la tipologia più comune in Ticino?
“Sono due tipologie di autore completamente diverse. Uno coltiva poche piante per sé e magari per qualche amico. L’altro invece fa una spesa anche importante comprando delle attrezzature chiaramente molto costose. Investe anche qualche migliaio di franchi e ne fa un business cercando di recuperare quei soldi e soprattutto di farne molti altri. Comunque, delle 64 persone identificate e denunciate, oltre 50 sono piccoli consumatori che hanno coltivato le piante per il proprio consumo personale. Solo una decina sono legati a coltivazioni più grosse e importanti. Quindi in Ticino è più una questione di consumo personale in genere.”
IB