CRONACA
Fiorenzo Dadò: "Certo che credo nell'esistenza dello Yeti. E adesso ne abbiamo una conferma"
Il deputato, che da anni scala le vette del mondo e frequenta l'Himalaya, commenta le conclusioni a cui è giunto il ricercatore inglese Bryan Sykes sulle origini dell'Abominevole uomo delle nevi

LUGANO – “Lo Yeti? Certo, credo che esista davvero, ma penso anche che ne siano sopravvissuti pochissimi esemplari in Himalaya”. Fiorenzo Dadò, il deputato che da anni scala le vette del mondo, in particolare in Oriente, non ha dubbi. Per lui, come per Reinhold Messner, le conclusioni a cui è giunto in questi giorni Bryan Sykes, docente di genetica dell’Università di Oxford (leggi l’articolo allegato), sono solo una conferma: l’Abominevole uomo delle nevi esiste veramente e discende da un enorme orso polare preistorico.

“Del resto – aggiunge Dadò – la cultura popolare nepalese ne parla molto. È un elemento che fa parte di quell’universo misterioso, tra realtà e mitologia, ma sappiamo che la mitologia ha quasi sempre riferimenti reali”. 

Lo Yeti, dicono le enciclopedie, "è una creatura leggendaria che fa parte cultura e delle credenze  delle popolazioni locali dell'Himalaya, entrata ormai anche nell'immaginario collettivo della cultura mondiale. Noto anche come abominevole uomo delle nevi, termine originato da un'errata traduzione giornalistica dell'espressione in lingua nepalese Metoh Kangmi (letteralmente "uomo-orso delle nevi"), il termine Yeti deriva invece da yeh-teh che significa "Quella cosa là", espressione tipica usata dagli sherpa per indicare la mitica creatura".

“Gli sherpa non ti daranno mai che esiste di sicuro – spiega Dadò -, ma nemmeno ti diranno il contrario. Non parlano volentieri dello Yeti, dicono che è in giro, sulle montagne, ma niente di più”.

I primi avvistamenti (o ritrovamenti di parti corporee non attribuibili ad alcun animale conosciuto) risalgono addirittura al Quattrocento. Gli ultimi a pochi anni fa. Dadò dice di non aver mai trovato, durante le sue scalate, alcun elemento che gli abbia fatto pensare alla presenza di uno Yeti. “Ma dove vado io in Himalaya c’è parecchia gente e credo che quella creatura viva lontano dalle vie tracciate, e di sicuro non a ottomila metri di quota”.

Comunque, conclude l'alpinista, “spero che non venga mai trovato, spero che rimanga sempre un alone di mistero attorno a questo essere vivente. Trovarlo significherebbe probabilmente andare a colonizzare il suo territorio e decretarne la fine”.

emmebi

 

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