Dura presa di posizione contro la richiesta di De Dea da parte del giornalista ed editore: “A me il progetto piaceva parecchio. Ora di fronte a queste angherie politiche ai locarnesi dico: ribellatevi!”

BELLINZONA – Sta facendo discutere e molto la proposta giunta ieri da Renza De Dea. L’ex municipale e membro del Comitato a sostegno del Palacinema richiede infatti al Municipio di rendere pubblici (affiggendoli all’albo comunale e sul sito web del Comune) i nomi degli oltre 1400 firmatari del referendum contro il discusso progetto. Per De Dea non si tratta di un tentativo di mettere alla gogna i firmatari e nemmeno di mettere in dubbio l’onestà dei referendari. Sarebbe solo un atto dovuto di pura e semplice trasparenza, per controllare ed esser certi che “le oltre 1’400 firme corrispondano ad altrettanti cittadini iscritti in catalogo che le hanno apposte di proprio pugno e in modo consapevole”.
Motivazioni quelle espresse da Renza De Dea che dividono e accendono la polemica fra chi si dice d’accordo con la proposta dell’ex municipale e chi invece, come Matteo Cheda, la trova una “richiesta assurda”, tanto da farlo ricredere sul progetto Palacinema. Il giornalista ed editore ha deciso così, “imbracciate carta e penna”, di inviare una tagliente presa di posizione sulla faccenda, che pubblichiamo per esteso:
Chi firma un referendum ha diritto alla privacy
«I nomi dei cittadini che hanno firmato il referendum contro il Palacinema di Locarno vanno esposti all'albo comunale». È questa l'assurda richiesta di Renza De Dea, ex municipale di Locarno, e sostenitrice del progetto.
Una messa alla gogna inaccettabile. In Ticino fortunatamente esiste ancora la segretezza del voto, anche se ai politici piacerebbe molto controllare le opinioni politiche dei cittadini, come facevano una volta i galoppini.
Il funzionario comunale addetto all'attestazione delle firme deve assicurare il principio della segretezza. Nemmeno i municipali possono sapere chi ha firmato un referendum o un'iniziativa. Per chi sgarra c'è la denuncia al Ministero pubblico. Chi vuole verificare se il suo nome figura tra i firmatari, può chiederlo direttamente al funzionario addetto al controllo delle firme. Si possono ottenere i propri dati personali. Non certo quelli degli altri cittadini.
A me questo Palacinema piaceva parecchio. E finora non avevo ben capito perché nella città in cui sono nato e cresciuto, e dove sono nati i miei figli, ci sia tutta questa opposizione popolare a un progetto che mi pareva così utile e importante.
Ora però leggo di municipali che invitano i cittadini a non firmare un referendum! Leggo di una ex municipale che propone di violare le norme legali che garantiscono la segretezza della firma! Di fronte a queste angherie politiche, ai cittadini locarnesi dico: ribellatevi!
Mi spiace davvero per il povero Palacinema che avrei sostenuto volentieri. Ma se abitassi ancora a Locarno, voterei "no". Nella scala delle priorità la democrazia è più importante della cinematografia e dopotutto finora il Festival ha funzionato bene anche senza Palacinema.
Purtroppo non si voterà sui film, ma sul tragico dramma di politici che cercano di intralciare i diritti dei cittadini.