“Forse una volta, quando era davvero un bene da tutelare. Ma oggi no. Oggi la via Gluck è una delle vie più brutte d’Italia”, commenta il Molleggiato dopo la decisione del Comune di Milano di salvaguardare la famosa strada

MILANO – Venerdì è stata annunciata la decisione del Comune di Milano di tutelare la via Gluck. Oggi è arrivata la dichiarazione di chi , cantandolo, quell’ultimo angolo della Milano vecchia l’ha reso famoso: “Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per dare lustro a via Gluck, anche se, pur comprendendo la motivazione affettiva nei miei confronti, non sono affatto d’accordo che sia un bene da tutelare come area di notevole interesse pubblico”.
“Questo – aggiunge Celentano – lo si poteva dire una volta, quando la via Gluck era davvero un bene da tutelare come quasi tutta Milano, per non dire l’Italia intera. Ma oggi no. Oggi la via Gluck è una delle vie più brutte d’Italia”. E infatti il cantante non è mai tornato nella sua vecchia casa e non si è mai interessato alle iniziative per il rilancio del quartiere.
Eppure a favore della famosa via si stanno impegnando da tempo i circoli milanesi di Legambiente e l’Associazione amici della Martesana. Oggi però nel palazzo di fine Ottocento al civico 14, in cui il Molleggiato visse, a ricordare chi era quel “ragazzo della Via Gluck” con cui è cresciuta, è rimasta solo la signora Ginetta col marito Amedeo. In quel palazzo oggi multietnico pochi sanno infatti che lì ha trascorso parte della sua vita Adriano Celentano, con la famiglia e la mamma Giuditta che era sartina e aveva il negozio affacciato sulla strada.
Di fronte alle dichiarazioni di Celentano poi, giunge subito la replica della vicesindaco Ada Lucia De Cesaris: “Ci tengo a chiarire ad Adriano Celentano che non si tratta di una dichiarazione di vincolo per un luogo di interesse pubblico generale, ma della richiesta di conservare e preservare alcuni elementi storico-culturali che sono ancora presenti e alla base della forte identità di tipo popolare dei caseggiati di ringhiera ciò anche al fine di rinnovare e riqualificare la zona nel rispetto di questa importante memoria storica. Non me la sento di condividere il giudizio di Celentano sulla via Gluck, non solo per quanto già detto, ma anche per la forte partecipazione affettiva della gente che quel luogo lo vive e che con l’Amministrazione ha condiviso questo percorso”.