CRONACA
Le trasgressioni di Cyrus e Gaga, la sessuologa: “Ci spingono a ribellarci ai tabù della società”
Per Kathya Bonatti, “il corpo e il sesso vengono costantemente mortificati, ben vengano allora i loro gesti se portano un messaggio di liberazione per vivere bene la nostra sessualità”

LUGANO – Miley Cyrus sale sul palco degli European Music Awards e si accende uno spinello. È l’ennesimo atto di provocazione della ex bambina cantante della “Disney Factory”, solitamente alla ribalta per i suoi atteggiamenti espliciti, come il suo ultimo video, in cui compare completamente nuda, o la sua esibizione ai Video Awards di New York dove si era lanciata in un twerking “sfrenato” con Robin Thicke. La Cyrus però non è la sola a sfruttare il sesso per ottenere visibilità, due settimane fa infatti Lady Gaga, star indiscussa della provocazione, durante la sua esibizione al G-A-Y di Londra, si è spogliata rimanendo completamente nuda sul palco.

La rivisitazione del buon caro vecchio Sex, Drugs & Rock’n Roll fa discutere, fa indignare, ma sembra, in ultima analisi, funzionare. Perché la stampa sta al gioco del “purché se ne parli” e la visibilità data dalla eco mediatica è grande.

Eco che risuona più nel male che nel bene, perché se è vero che se ne parla, spesso lo si fa biasimando il messaggio negativo che lanciano a quanti le seguono, pur di ottenere visibilità gratuita. Per la sessuologa Kathya Bonatti però non è necessariamente così, e anzi, il messaggio lanciato dalle provocazioni delle star, se interpretato correttamente, può essere positivo: trasgredendo ci insegnano infatti a ribellarci ai tabu che da anni imperano nella nostra società su tutto quello che ruota attorno al corpo e alla sessualità.

“Certo, chi non è stato sufficientemente nutrito o rinforzato nella propria stima – spiega – ha bisogno di molte conferme. Conferme che spesso cerca di ottenere dall’esterno, collezionando conquiste amorose o mostrandosi. Lo spogliarsi può essere sinonimo di questa ricerca, perché la sessualità è l’energia che attrae più di tutte. Ma può essere anche una forma di liberazione totale o di trasgressione dagli schemi costituiti: sono centinaia di anni che il corpo e la sessualità vengono mortificati, trasgredire a quello che è il buon pensiero dominante mostrandosi spudoratamente, è una forma di affermazione nei confronti di schemi diventati socialmente pregnanti nella nostra cultura”.

Nel caso di personaggi famosi poi, per la sessuologa, “si tratta di persone in cui la componente esibizionista è spesso presente e hanno perciò bisogno del pubblico come palcoscenico del loro show che con il suo apprezzamento ne rafforza l’autostima. Ma non dimentichiamo che sono comunque persone ben consapevoli del fatto che qualsiasi cosa facciano ha grande rilevanza anche per chi li segue. Esibizionismo a parte, se una persona è intelligente, sa che con le sue azioni manda un messaggio. Messaggi che sono tanto più forti quando passano attraverso la comunicazione non verbale, perché si compie tramite le immagini. E l’immagine di un corpo nudo può essere un segnale forte e chiaro di trasgressione e di liberazione dalle regole codificate”.

“Per me – aggiunge ancora Bonatti –, tutto ciò che porta a vivere bene il proprio corpo e la propria sessualità è sempre molto positivo. Ma quelli lanciati dalle star sono spesso messaggi ambivalenti e se il messaggio diventa invece ‘per valere bisogna esibire il proprio corpo’, se quindi il mostrarsi viene interpretato come unico strumento per affermarsi o avere visibilità, ecco allora che si possono avere anche gravi effetti collaterali psicologici perché si sposta fuori da sé la ricerca di conferma del proprio valore e tutto quello che spinge verso l’esterno non è mai positivo. Ognuno dovrebbe imparare a crearsi la propria opinione di sé a prescindere dagli altri e dalle conferme che ci possono dare”.

Per Bonatti quindi, il mostrare il corpo, anche in atteggiamenti sessuali, a meno che non sia interpretato male, è “un messaggio meno dannoso perché può avere una valenza potenzialmente positiva. Certo si tratta sempre di ipotesi, per sapere veramente quali sono gli intenti e i loro reali effetti bisognerebbe poter parlare con chi questi messaggi li lancia e soprattutto con chi li recepisce”.

Così non è invece per la droga: “Oltre ai danni fisici, qualsiasi forma di dipendenza ha un effetto negativo perché si ha la necessità di qualcosa di esterno per raggiungere il benessere. L’effetto di un messaggio di trasgressione in favore delle droghe è molto più incontrollabile: una persona stabile può decidere di provare una volta l’esperienza e passare oltre, ma chi ha una personalità debole corre il grande rischio di finire nella dipendenza”.

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