CRONACA
Vini da gustare dalla Prima all'Ultima goccia. Le nuove annate in anteprima domani alla Cantina Chiodi
Due vini premiati al Grand Prix du vin suisse alla ribalta domani ad Ascona. Con in primo piano il bianco che nasce da uve vallesane vinificate da Andrea Arnaboldi

ASCONA – Sono due vini fratelli, ma non gemelli. Perché uno è bianco e l’altro è rosso. Uno nasce da uve vallesane, coltivate a Saillon, l’altro da uve ticinesi, uve merlot coltivate nelle Terre di Pedemonte (nella foto i vigneti di Verscio). Uno si chiama si chiama Prima goccia, l’altro Ultima goccia. In comune hanno una bottiglia e un’etichetta eleganti, il produttore - la Vini Chiodi di Ascona -, e il vinificatore, il giovane enologo Andrea Arnaboldi. In comune hanno anche una medaglia vinta al recente Grand Prix du vin suisse: d’oro per il rosso, d’argento per il bianco.

Sono due prodotti che negli ultimi anni hanno segnato una volontà di innovazione in casa Chiodi, affiancandosi alle etichette tradizionali, come il Tre Terre, il Preludio e il Rompidèe, il rosso di punta della casa gestita dalla famiglia Arnaboldi. Innovazione segnata anche dall’arrivo qualche mese fa alla direzione generale dell’azienda dell’ex responsabile della Sezione cantonale dell’agricoltura Giovanni Antognini.

E quanto contino, per l’azienda fondata nel 1880, la Prima e l’Ultima goccia, lo testimonia l’evento organizzato domani, venerdì 15 novembre, dalle 17 alle 21, alla cantina di Chiodi in via Delta ad Ascona. Una serata voluta per presentare l’annata 2012 del bianco e 2011 del rosso.

“La Prima goccia – dice Andrea Arnaboldi, ingegnere enologo diplomato a Changins – si può definire un bianco da meditazione. Nacque nel 2009 dall’amicizia con Pierre Antoine Crettenand, un produttore vallesano che veniva spesso ad Ascona a trovare mio padre. Ci siamo detti: perché non provare a creare un vino con uve maturate in Vallese e vinificate in Ticino? Le uve le selezioniamo ogni anno con lui. L’assemblaggio varia nelle dosi a dipendenza delle stagioni, ma alla base ci sono petite arvine, hermitage e pinot bianco”.

Affinato per nove mesi in barrique nuove, il Prima goccia viene prodotto oggi in circa 6'000 bottiglie, contro le 2'000 iniziali. Sul mercato ticinese ha subito preso piede ed è forse il più riuscito - anche se non l’unico - esperimento di collaborazione vitivinicola tra Vallese e Ticino.

“L’Ultima goccia era nato precedentemente – spiega Arnaboldi -. Un merlot in purezza con un anno di affinamento in barrique. Abbiamo scelto quel nome pensando che un vino così non si può non bere fino all’ultima goccia. Ma prima del rosso, a tavola viene il bianco. Ecco perché Prima goccia”.

E la serata di domani sarà anche dedicata a Cécile Arnaboldi, nonna di Andrea, mancata recentemente, per lungo tempo una delle anime della Cantina Chiodi, che rilevò negli anni 50 insieme al marito dai vecchi proprietari.

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