CRONACA
“Al Civico di Lugano ci siamo sentiti solo dei numeri, non c’era posto per noi”
È la denuncia di una donna il cui padre, qualche giorno fa, è stato ricoverato d’urgenza al Pronto soccorso luganese: “Ci hanno detto che potevamo riportare papà a Bellinzona con l'ambulanza, ma poco dopo è morto in viaggio”

LUGANO – “Ci siamo sentiti solo dei numeri”, denuncia oggi dalle pagine del Corriere del Ticino la figlia di un anziano uomo che qualche giorno fa è stato ricoverato d’urgenza al Pronto soccorso dell’Ospedale Civico di Lugano.

Entrambi sono residenti nel Bellinzonese, ma una sera l’uomo, ottantenne, comincia a lamentare dei dolori. All’arrivo dell’ambulanza il sospetto è quello di un possibile ictus e viene perciò trasportato a Lugano. Dopo tre lunghe ore di attesa, racconta la donna: “Il capo clinica ha chiamato me e mio marito e ci ha comunicato che per papà purtroppo non c'era più niente da fare, aveva una lacerazione dell'aorta incurabile. E ha aggiunto: ‘vostro padre è già al corrente'. Il che mi ha già scioccato un po'. E poi ci hanno detto che, visto che la morte era ormai questione di poco tempo, potevamo riportare papà a Bellinzona con l'ambulanza!”.

E così è stato. La donna racconta che dopo aver visto il padre nella stanza del Pronto Soccorso, che era lucidissimo, e averci parlato: “L'hanno ricaricato sull'ambulanza, noi seguivamo in macchina. Dopo pochissimo, saremo stati all'altezza di Vezia, ci chiamano dall'ambulanza dicendo che dovevano tornare indietro. Perché papà era morto. Arriviamo di nuovo al Civico, una dottoressa mi viene incontro, mi dà la mano e dice ‘’Condoglianze'. E poi se ne va. I ragazzi dell'ambulanza invece avevano le lacrime agli occhi”

Dopo quanto accaduto, la donna ha un solo amaro desiderio: “Che nessuno debba rivivere questa esperienza assurda. Anche il medico curante di papà, che si è interessato alla questione, ha detto che avrebbero dovuto tenerlo al Civico. Ma lì, abbiamo avuto l'impressione di essere dei numeri...”

Sempre sul Corriere compare anche la replica del Civico che, pur comprendendo il dramma dei familiari, ritiene di “aver agito con correttezza e anche sensibilità, informando compiutamente tutti gli interessati dei rischi”. La responsabile del Servizio qualità e sicurezza dei pazienti dell'EOC, Adriana Degiorgi, fornisce poi la versione dell’ospedale di quanto accaduto quel giorno: “Il paziente è stato trattato con la massima urgenza in sala rianimazione (REA) e quindi i famigliari hanno dovuto aspettare in sala d'attesa. In questo lasso di tempo sono stati effettuati anche diversi consulti per valutare i trattamenti adeguati. Purtroppo la patologia di cui soffriva aveva una prognosi infausta. Di questo è stato informato il paziente stesso, che è sempre stato vigile e cosciente: lo richiede la legge sanitaria. Con il consenso del paziente, la cosa è poi stata discussa con i familiari. È stato proposto di optare per un avvicinamento al domicilio, quindi per un trasferimento al San Giovanni di Bellinzona”

“Durante il colloquio – aggiunge – il nostro medico ha anche spiegato che c'era la pos¬ibilità che il paziente potesse spirare prima dell'arrivo a destinazione, come poi purtroppo è accaduto. Paziente e familiari hanno acconsentito al trasferimento, per cui si è provveduto a tutto il necessario. E quando ha lasciato il Pronto soccorso il paziente era in condizioni stabili”.
Il medico – spiega ancora Degiorgi – conferma di aver chiarito alla figlia che il padre poteva morire durante il tragitto. “Se avessero voluto, il paziente sarebbe potuto rimanere al Civico, in questi casi noi mettiamo a disposizione delle camere in reparto”.

Ma la famiglia sostiene il contrario: “Può succedere che in situazioni di forte stress e spaesamento come comprensibilmente era questa, in cui gli avvenimenti arrivano imprevisti e rapidi, si possano approvare delle decisioni che a posteriori non risultano più condivise”. Per questo “situazioni di questo genere sono gestite sempre da medici “senior”, specialmente formati per trattare questo aspetto più empatico di relazione con i familiari. Nel caso specifico, il medico in questione è particolarmente attento a questi aspetti”.

 

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

“Solitudini”, a Lugano una giornata di riflessione tra medicina, psichiatria e letteratura

09 LUGLIO 2026
LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026