CRONACA
Locarno: al via mercoledì alla Corte di appello il processo Diebold bis
Hans Peter Maier, che nel novembre 2010 uccise Matteo Diebold, era stato condannato per assassinio alla pena massima dalla Corte delle Assise Criminali di Lugano. L’uomo aveva subito annunciato il ricorso a causa delle motivazioni della sentenza

LOCARNO – Hans Peter Maier, che nel novembre 2010 uccise a coltellate Matteo Diebold in un appartamento di via Sorengo, tornerà in aula. Infatti mercoledì 20 novembre a Locarno, ne dà notizia oggi il Corriere del Ticino, comincerà il processo di secondo grado nei confronti del 52enne germanico. L’uomo, condannato per assassinio il 18 dicembre scorso dalla Corte delle Assise Criminali di Lugano a 20 anni di carcere (pena massima prevista dal nostro Codice penale), aveva da subito annunciato di voler fare ricorso a causa delle motivazioni della sentenza. Intenzione formalizzata poi in aprile tramite il suo legale Carlo Steiger. La vicenda approda così davanti alla Corte di appello e revisione penale presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will e dovrebbe concludersi al più tardi entro mercoledì 26 novembre.

In primo grado, la Corte presieduta dal giudice Mauro Ermani aveva accolto la tesi dell'assassinio portata avanti dal procuratore pubblico Moreno Capella che chiedeva per l’imputato la pena massima, escludendo l’omicidio passionale e qualsiasi attenuante. Il magistrato aveva invece sottolineato l’efferatezza dell’imputato che con una ventina di coltellate aveva ucciso Diebold solo per non dovergli restituire i 200mila franchi che gli doveva. Somma che la vittima avrebbe affidato a Maier affinché la investisse e che l’imputato aveva invece completamente dilapidato. Nella requisitoria il magistrato aveva perciò definito estrema la colpa del 52enne, in quanto l’uomo ha agito con crudeltà e ferocia per motivi futili, infierendo sul corpo esanime dopo aver inferto i colpi letali.

La difesa invece aveva sempre portato avanti la linea dell’omicidio passionale, già dichiarata da Maier durante la sua confessione. Nella sua arringa quindi, Steiger aveva escluso categoricamente che l’omicidio fosse stato compiuto per questioni di denaro e soprattutto che vi fosse dietro una pianificazione, sottolineando l’assoluta mancanza di prove sul passaggio di denaro fra i due. Evidenziava invece la relazione sentimentale che era in corso tra i due, segreta in parte dato che Diebold era già impegnato stabilmente con un’altra persona. Ciò avrebbe portato la vittima a voler troncare il rapporto con Maier, causando la lite che si concluse nell’omicidio. Per questo la difesa aveva chiesto alla Corte il riconoscimento dell'omicidio passionale, subordinatamente l'omicidio intenzionale con una scemata responsabilità di grado medio, e l'assoluzione dell’imputato dal reato di assassinio e da quello di appropriazione indebita. Ma riconosceva però le pretese di parte civile, tranne evidentemente per quel che concerne i 200 mila franchi.

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