CRONACA
I pesci dell’Adriatico cadono nella rete (del web) e finiscono sulle tavole dei ticinesi
Grazie a un’idea di quattro ex pescatori marchigiani, basta ora qualche clic e alla porta di casa compare quanto è stato pescato appena sei ore prima a Fano
LUGANO – I pesci dell’Adriatico grazie alla rete del web arrivano ora direttamente sulle tavole ticinesi. Basta collegarsi al sito laPescheria.ch, fare la propria ordinazione e dopo al massimo un paio di giorni busseranno alla porta merluzzi, vongole, sogliole e quant’altro è stato pescato appena sei ore prima al largo di Fano, cittadina delle Marche. Qualche clic e la filiera si annulla facendoci guadagnare non solo in freschezza e bontà, ma anche in soldoni.Questa “Pescheria 2.0” a gestione famigliare è nata a opera di quattro ex pescatori di Fano che dopo un’esperienza pluriennale a bordo dei pescherecci hanno scelto di approdare sulla terraferma per portare in Ticino il loro amore per il mare e i prodotti che offre.A raccontare come funziona è Alessandro Antonacci, il titolare: “Le persone possono fare le loro ordinazioni sul nostro sito. Noi poi ci occupiamo personalmente di andare al porto e scegliere il pesce in base alle richieste. Carichiamo e ripartiamo. Sei ore e ci siamo. Il pescato viene scaricato dai pescherecci alle 4 e quindi prima di mezzogiorno siamo già in zona. Facciamo consegne due volte alla settimana, il mercoledì e il venerdì mattina, perché sono i giorni in cui i pescherecci rientrano e c’è il pesce fresco. Quest’ultimo però ha delle regole diverse, decise dal mare. Può capitare ci sia mare grosso e in quel caso ci saranno comunque, per esempio, vongole, branzini e orate. Ma non potremo soddisfare gli ordini di pescato di mare aperto”. Adriatico permettendo quindi, per il resto il pesce è assicurato all’uscio ancora guizzante.L’idea nasce dalla constatazione che “oggi tutto funziona così – spiega Antonacci –. Sono i tempi moderni. È un modo nuovo che permette di conoscere più gente, di raggiungere una clientela maggiore. Volevamo portare il pesce fresco in Ticino, cosa che prima non c’era e ho sempre trovato fosse un peccato mortale perché è abbastanza vicino al mare in realtà. Non è per nulla un posto lontano, anzi. Per esempio Genova è molto più distante dall’Adriatico che non Lugano. Con il fatto che non ci sono dazi doganali sul pesce fresco poi, viene addirittura a costare quasi meno che in Italia!”“Vedevamo inoltre che l’interesse non era solo nostro: di pesce se ne mangia anche in Ticino, quasi tutti i ristoranti lo propongono. Il Ticino poi lo conosco già da tempo, vuoi perché venivo a trascorrerci le vacanze vuoi per le amicizie che ho qui. Ci siamo detti ‘Proviamo!’ e così a fine maggio abbiamo deciso di aprire l’attività e ci siamo trasferiti”.E i presupposti evidentemente c’erano, perché i risultati della pescheria, a soli quattro mesi dalla sua messa online, hanno stupito gli stessi ideatori che a dicembre apriranno anche un punto vendita a Viganello: “La pagina Facebook e il sito stanno registrando molti contatti. Pensavamo ci volesse più tempo e invece stiamo già avendo un ottimo riscontro sia da privati sia da ristoranti. Devo dire che siamo davvero molto contenti di questa iniziativa. Ci riempie di entusiasmo. La risposta è molto positiva. Ma questo anche perché la voglia di mangiare pesce c’è. È il cibo migliore che esista al mondo”.“Almeno una volta alla settimana bisogna mangiarlo perché è troppo salutare – continua Antonacci –. Una cura a base di pesce azzurro per esempio, libera completamente dagli eccessi di colesterolo e non ci sono pasticche, yogurtini o ritrovati che tengano. Sono studi fatti, controllati e certificati. Il pesce bisogna mangiarlo per forza, le popolazioni più longeve al mondo sono quelle che hanno una dieta a base di pesce. Non è solo buono, ma è proprio una necessità fisica”.Quello che vorrebbe importare veramente però, confida Antonacci, è un’abitudine diversa di mangiare e di apprezzare i prodotti che il mare offre: “Dalle nostre parti è il mare a decidere. La prima cosa che si fa quando si va in pescheria è guardare cosa c’è per scegliere in base a quello che è stato pescato. Ho notato invece che, soprattutto nella ristorazione, è un’usanza che qui non si trova. Così come manca l’apprezzamento di alcuni tipi di pesce che sono qualitativamente molto superiori ad altri, ma pressoché sconosciuti. Il pescato fresco del merluzzo o dello sgombero per esempio non ha un grande mercato, al contrario magari del branzino o dell’orata che però sono pesci di allevamento. Questa è per me una cosa strana. Il pesce di mare è abituato a combattere per sopravvivere e quindi, oltre ad avere pochissimi grassi, è per forza sano, al contrario dei pesci di allevamento che invece vengono cresciuti nel più breve tempo possibile. Un po’ la differenza che c’è fra una mucca che pascola e una che sta nella stalla a crescere insomma”.
Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

“Solitudini”, a Lugano una giornata di riflessione tra medicina, psichiatria e letteratura

09 LUGLIO 2026
LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026