Nella City la "guerra degli ortaggi" diventa un caso politico. "Il Municipio non gli rinnovi il permesso", dice il presidente dei commercianti

CHIASSO - La presenza ogni lunedì in piazza Indipendenza del fruttivendolo Bruno diventa un caso politico. I commercianti della City sono infastiditi per i prezzi stracciati, e i relativi affari d'oro, di quello che dai chiassesi viene già chiamato il "padroncino della frutta". Insomma, a Chiasso è scoppiata una sorta "guerra degli ortaggi".
In una dichiarazione rilasciata al Corriere del Ticino, il presidente dell'Associazione dei Commercianti Carlo Coen è stato chiaro: "Esercitare in questo modo è un po' troppo semplice. Potrebbe stipulare un accordo con un negoziante o aprire un suo spazio, pagando affitti e contributi come tutti. Poiché il suo permesso scadrà alla fine dell'anno, esorto il Municipio a non rinnovarlo, quanto piuttosto ad invitarlo ad aprire un punto vendita".
Bruno, va sottolineato, ha un regolare permesso di venditore ambulante, concessogli dalle autorità cantonali e valido fino alla fine dell’anno per la vendita di ortaggi bio provenienti dall’Italia. Il fruttivendolo beneficia pure di un’autorizzazione del Comune di Chiasso per usufruire degli spazi pubblici. Autorizzazione che, per l'appunto, Cohen, vorrebbe che non fosse rinnovata.
Sulla vicenda abbiamo interrogato la municipale leghista Roberta Pantani, capo dicastero della polizia.
"Questo ambulante - premette Pantani - è da primavera che è lì. Mi sorprende dunque che lamentele vengano fuori solo ora…In ogni caso come Municipio avevamo invitato le parti a trovare un accordo, in modo che la bancarella dell'ambulante potesse trovare spazio durante il mercato del venerdì, ma a Bruno non interessava perché quel giorno è già impegnato a Ponte Chiasso".
"Sull'opportunità di avere un commerciante di frutta e verdura che viene dall'Italia - prosegue Pantani - è una questione che mi sono posta da subito e che ho riportato in Municipio. Ed è per questo che la sua autorizzazione viene rinnovata ogni tre mesi. La questione tornerà presto sul tavolo dell'Esecutivo. Il mio auspicio è che le parti trovino un accordo. Io sono favorevole al fatto che si faccio un po' di ordine: ad esempio che non vengano concesse autorizzazioni fuori dal mercato del venerdì".
Anche perché, conclude Pantani, "il timore è che questi ambulanti italiani prendano spazio anche con altri prodotti. Oggi la frutta, domani le scarpe, e poi altro ancora. Il che, evidentemente, metterebbe in pericolo il successo del commercio locale e del mercato".
Bruno, dal canto suo, sembra già rassegnato a perdere il permesso. Rassegnato ma per nulla disposto a lasciare Chiasso: "Probabilmente - racconta al Corriere del Ticino - non mi vedrete più in piazza Indipendenza dall'anno prossimo perché, anche se lo chiederò nuovamente, non credo mi rinnoveranno il permesso. Ma vorrei poter continuare quest'attività e farò tutto il possibile per tornare. Dall'anno prossimo ho pure l'intenzione di avviare un'impresa in Ticino: questo mi permetterà di ridurre i costi di importazione della merce. Se non mi verrà concesso il permesso di vendere i miei prodotti il lunedì farò domanda per esporre la mia bancarella al mercato del venerdì in corso San Gottardo".