CRONACA
Gay picchiato a Riazzino, un omosessuale: "Un gesto indegno! Difendiamo la tolleranza"
Raffaello Martini: “Spero che non un sintomo del dilagare di un sentimento omofobo anche in Ticino, perché, se si sta andando in questa direzione, siamo davvero alla disperazione”

LUGANO – Sono stati aggrediti solo perché gay. “Frocio!” gli hanno urlato prima che uno dei due aggressori prendesse il ragazzo per un orecchio e gli sferrasse un pugno in pieno volto. L’episodio omofobo è avvenuto nella notte fra sabato e domenica nel posteggio di una discoteca del Locarnese, a Riazzino, e a renderlo pubblico è stato proprio il compagno del ragazzo malmenato, che ha raccontato quanto accaduto alla redazione di Ticinoline. Nella mattinata di lunedì la coppia sarebbe poi riuscita a identificare, grazie alle foto pubblicate su un portale che raccoglie gli scatti delle serate presso la discoteca, uno degli aggressori e si è recata in Polizia a sporgere denuncia.

“Quando ho saputo di quanto accaduto sono rimasto sbigottito: è un gesto imperdonabile e ingiustificabile”, dice Raffaello Martini, omosessuale, che nel 2005 partecipò in prima linea alle discussioni in vista della votazione sull’unione domestica registrata. 

“In Italia e Germania – aggiunge – episodi simili accadono sempre più spesso e mi sembra di capire che anche in Ticino siamo sempre più abituati a ‘pappagallare’ il peggio di quanto i nostri vicini hanno da offrirci. Per questo a volte mi chiedo quanto questo tipo di informazioni sia utile e quanto invece finisca col nuocere perché ci sono alcuni soggetti che prendono queste notizie come fossero una fonte di ispirazione, imitano e ripropongono”.

“Sono davvero basito – continua –. Spero sia stato un caso isolato, un bicchiere di troppo, l’abuso di sostanze di qualche tipo che ha mandato su di giri queste persone. Non so, sto cercando di trovare giustificazioni all’ingiustificabile perché voglio credere che si sia trattato di un caso unico. Ma quando si arriva a tanto, si esprime il proprio modo di essere. Eppure viviamo in cantone dove siamo liberi: quando la votazione sull’unione domestica registrata è passata, si è pensato che ci fosse più tolleranza e invece siamo incappati in un gesto veramente indegno. Spero sia solo un attimo di follia, un errore umano, un caso isolato e che tale rimarrà”.

Perché in Ticino, aggiunge Martini, “in realtà, non ho sentito di niente del genere prima, se non andando indietro di anni a fatti come l’omicidio del Ceneri. Fortunatamente da noi episodi riconducibili all’omofobia sono estremamente rari. Per quello che riguarda la mia persona, non mi è mai capitato nulla. Anche quando si parlava della legge sull’unione domestica in vista della votazione e io ero spesso presente in televisione o sui giornali per partecipare al dibattito, non ho mai subito nessuna angheria, nemmeno a livello verbale. Ho anche un’attività pubblica, tutti sanno dove trovarmi, ma a nessuno è mai venuto in mente di attaccarmi o danneggiarmi in qualche modo”.

“Col cuore – conclude –, spero davvero si sia trattato di un atto isolato e non di un primo sintomo del dilagare di un sentimento omofobo anche in Ticino, perché se si sta andando in questa direzione siamo davvero alla disperazione. Da parte mia, non posso che fare un sincero augurio di pronta guarigione e di una veloce ripresa soprattutto psicologica ai due ragazzi aggrediti. E per quel che riguarda i loro aggressori, spero che presto vi sia un atteggiamento di riflessione e delle scuse per quanto hanno fatto. Smettiamo di pappagallare il peggio, non diamo questo tipo di messaggio ad altri giovani”. 

IB

 

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