"Da una mentalità godereccia e dedita alla mercificazione del corpo della donna, manifestazioni simili sono la cosa più ‘logica’ di questo mondo”, commenta il parroco di Chiasso

CHIASSO – Il prossimo gennaio sbarcherà per la prima volta in Ticino Extasia, la più grande fiera dell’erotismo a livello svizzero. La manifestazione, che si svolgerà dal 31 gennaio al 2 febbraio al Centro esposizioni di Lugano, promette già di far discutere per i contenuti decisamente espliciti che propone.
Ma c’è chi “non si meraviglia proprio per niente”, come Don Gianfranco Feliciani, parroco di Chiasso, a cui abbiamo chiesto un primo commento in merito alla notizia di questo “caldo” arrivo: “Da una mentalità godereccia, erotica, dedita alla mercificazione del corpo della donna, è la cosa più “logica” di questo mondo”.
Nessuna meraviglia, ma tanta negatività a riguardo nelle sue parole.
“Logico. Queste cose ci dicono della tristezza e stupidaggine dell’uomo. Si tratta di mortificazione, mercificazione e banalizzazione. Dopo tutto è una catena: dalla banalizzazione si arriva poi alla tristezza e infine alla patologia. È un tutt’uno formato da sesso, alcol e droga, che sfocia poi nella violenza. Basti pensare a cosa è diventata alle nostre latitudini la donna, la mancanza di rispetto di cui è vittima. Certo poi che in contesti simili, quando l’oggetto, perché così viene vista, del godimento non fa più godere, poi uno si sente “legittimato” a scagliarsi contro di esso usando l’acido, picchiando, arrivando addirittura ad ammazzare. Peccato, perché il buon Dio ha creato la sessualità per la gioia dell’uomo”.
Perciò per lei la sessualità non è negativa in quanto tale, ma è il viverla in questo modo che lo è?
“La sessualità è stata creata per la gioia è la felicità dell’uomo. Addirittura l’amore umano sessuale diventa immagine del nostro rapporto con Dio. Ma in queste cose invece sta la tristezza e da queste aberrazioni nascono disperazione e angosce. E non è una teoria, è una realtà concreta. Credo che noi cristiani, ma anche chi non lo è… insomma, credo che chiunque ragioni con po’ di buon senso dovrebbe mostrare la vera gioia dell’amore e della sessualità dentro un bel rapporto con il proprio partner. Bisogna rispondere a queste cose mostrando come la vera gioia sta nel sesso vissuto con amore. Il sesso unito all’amore è la felicità dell’uomo”.
Eppure sono manifestazioni che promettono sempre di attirare un folto pubblico.
“Certo che se vengono fatte è perché attirano, ma è sfruttare la debolezza e le patologie delle persone. Io penso che più che una vittoria dell’erotismo, questa manifestazione sarà una vittoria del dio denaro. Il grande peccato non è il sesso in quanto tale, lì siamo tutti deboli. Il grande peccato è l’adorazione del dio denaro: dalla guerra alla droga, passando per la visione dell’eros promulgata da manifestazioni simili, tutto si fa per il denaro. Ecco, una grande mostra sull’erotismo adorando il dio denaro, questo è”.
Secondo lei stiamo quindi assistendo a una deriva?
“È sempre stato così, magari oggi è più plateale. Sono comportamenti che nascono da situazioni sociali di insicurezza. C’è la crisi economica, c’è un disagio politico e sociale e la gente si butta nel divertimento sfrenato. La droga, l’alcol, il sesso sono sintomi di un disagio molto più a monte, che è anche culturale. Infatti in questa crisi si vedono le persone assaltare i gratta e vinci, i casinò, i programmi dai quiz milionari e magari anche i maghi che predicono il futuro e danno pronostici. È proprio nei momenti di crisi che la gente spende più soldi in queste cose che sembrano promettere una facile via d’uscita. Dopo però, se ne fanno le vere spese, perché dopo la depravazione c’è la disperazione. Quella a cui assistiamo non è ancora l’ultima spiaggia, ma la penultima. L’ultima è la disperazione”.
Quadro tragico il suo…
“E sì. Ma è sempre stato così. Se leggiamo la storia, non ci stupiamo più di niente”.