CRONACA
Rusconi sul blitz da Nussbaumer: “Che qualcosa non andasse in quella fattoria si sapeva”
“Avevamo ricevuto segnalazioni da parte di privati e abbiamo fatto quanto in nostro potere, tant’è che io personalmente mi sono accollato due capre del dottore. Ma il tutto dev’essere poi degenerato”, spiega il presidente della protezione animali Lugano

LUGANO – Stamattina si è saputo del ‘blitz’ scattato all’interno della tenuta del dottor Werner Nussbaumer, che ha portato alla luce una situazione, come l’ha definita il CdT nel render nota la vicenda, da ‘fattoria degli orrori’: gli animali erano tenuti in uno stato precario, malnutriti, in strutture fatiscenti tra cumuli di sporcizia e, come testimonierebbero le immagini trasmesse in Municipio da alcuni cittadini, anche qualche carcassa in decomposizione.

Mancanze nella cura degli animali erano già emerse in passato, ma “il tutto deve essere degenerato ultimamente”, come ci spiega Pierre Rusconi, presidente della Società per la protezione degli animali Lugano e dintorni (SPALD).

“Come protezione animali abbiamo avuto diverse segnalazione da parte di privati e abbiamo fatto quanto in nostro potere, tant’è che io personalmente mi sono accollato due capre del signor Nussbaumer e la SPALD un altro paio. Le segnalazioni si sono poi perpetuate e questa volta è intervenuto direttamente il comune su sollecitazione dei cittadini e finalmente il veterinario cantonale ha preso le redini della situazione. Infatti come protezione animali noi non possiamo intervenire direttamente in zone private, possiamo agire solo dietro mandato del veterinario cantonale che può chiedere il nostro intervento o quello della polizia”.

Quindi voi come protezione animali in sé non potevate agire in modo concreto e porre fine alla situazione? Perché comunque, da quanto sta emergendo, è una faccenda che pare nota da tempo.

“Abbiamo agito per quanto era in nostro potere e ci siamo messi ovviamente a disposizione per l’accoglienza di questi animali. E sì, la situazione è nota da tempo: noi l’abbiamo sempre segnalata al veterinario cantonale e so che era già intervenuto in passato. All’inizio però, le segnalazioni che ci arrivavano, erano piuttosto sporadiche e riguardavano singoli casi. Ma poi il tutto dev’esser andato degenerando drasticamente, al ché l’intervento adesso è drastico, come è giusto che sia da quel che si è visto dalle foto”.

Cosa pensa di tutta questa vicenda e dei presunti ‘orrori’ di quella fattoria?

“Se è quella che appare, francamente mi chiedo perché c’è gente che prende gli animali se poi non ha la voglia o il tempo di accudirli. È incomprensibile. Può capitare anche che la propria situazione cambi e non si abbia più il tempo o la possibilità di occuparsene. Ma allora li si affida a chi questa possibilità ce l’ha o alla protezione animali. Se uno il tempo non ce l’ha, è inutile che si faccia carico di animali che di tempo ne richiedono. Io ho sei capre e sono per me un impegno se non quotidiano almeno settimanale. Bisogna occuparsene, altrimenti se ne fa a meno. Sull’orrore non sono in grado di giudicare non essendo stato in prima persona sul posto, ma le foto che abbiamo visto protendono verso questa direzione. Non credo ci siano stati dei maltrattamenti ‘fisici’ nei confronti degli animali, non credo siano stati picchiati o seviziati in qualche modo. Però il non accudirli è già di per se un maltrattamento, è indiretto e è vero c’è anche di peggio, ma francamente mi sembra già sufficiente così.”

Nussbaumer però sostiene non sia vero, che si tratti di un complotto, una sorta di macchinazione contro di lui.

“Beh, le foto o sono state ritoccate o se no sono lì a dimostrare che qualcosa non ha funzionato. E poi, attaccarsi a macchinazioni politiche in questi casi è veramente squallido di per sé, tanto più che non ricopre nessuna carica ufficiale. Non vedo perché qualcuno dovrebbe accanirsi sugli animali contro la politica di Nussbaumer, la politica la si fa su altri livelli. Francamente quello che a me disturba parecchio sono questi ‘double face’ nell’atteggiamento del dottore. Perché per un certo verso  si erge a paladino delle innovazioni mediche e nell’impegno per gli anziani, cosa per cui gli va certo dato credito, ma poi trascura gli animali così? Che l’abbia fatto lui in prima persona o che l’abbia delegato a qualcun altro che ha poi tralasciato di curare gli animali come si deve, poco importa: è sempre comunque una sua responsabilità”.

Si parla di fattoria degli orrori e la mente va ai casi ben più tristemente ricorrenti e cruenti della vicina penisola, difficile fortunatamente ricordare fatti di simile entità in Ticino. Ma è davvero così? I casi di maltrattamento sono davvero rari come sembra?

“In realtà qualche caso di maltrattamento c’è stato anche da noi. Non siamo immuni da questi comportamenti e non è il primo caso che incontriamo. Fortunatamente però non sono diffusi e costituiscono sempre l’eccezione. La problematica però c’è anche in Ticino, tant’è che le denunce sono aumentate negli ultimi anni e anche a livello svizzero abbiamo visto che sono triplicate. Questo non vuol dire che siano aumentati i maltrattamenti però. La legge ora è più severa e permette di agire su più casi e oltre a ciò, le persone ora sono più sensibilizzate e finalmente certe cose, a differenza di un tempo, non sono più né tollerabili né tantomeno accettabili”.

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