Il documento è stato consegnato al presidente della deputazione ticinese Lorenzo Quadri da un’ottantina di manifestanti partiti in treno dal Ticino questa mattina alla volta di Berna

BERNA – La “marcia” su Berna partita questa mattina in treno dalle stazioni ticinesi si è conclusa attorno alle 13 nella capitale sulla piazza di Palazzo Federale. Un’ottantina le persone che hanno aderito all’appello lanciato dai consiglieri comunali di Lugano Daniele Casalini (Lega) e Tiziano Galeazzi (UDC).
I promotori hanno però sottolineato che la manifestazione era assolutamente apartitica: niente striscioni o vessilli politici infatti, ma solo qualche bandiera ticinese.
I manifestanti hanno consegnato al presidente della deputazione ticinese alle Camere federali, Lorenzo Quadri, un pacco contenente una cinquantina di lettere: lettere che raccontano storie personali di disagio e preoccupazione scritte sia dai partecipanti sia da persone che non hanno potuto seguire la trasferta a Berna. Da Palazzo Federale sono usciti diversi deputati ticinesi che si sono intrattenuti coi manifestanti: oltre a Quadri, Marco Romano, Ignazio Cassis, Pierre Rusconi e Roberta Pantani.
Oltre alle lettere, al presidente della deputazione è stato consegnato un memorandum in italiano e tedesco da distribuire ai parlamentari. Nel documento si chiedono: l’introduzione dell’IVA per gli indipendenti esteri che lavorano in Svizzera a partire da prestazioni pari a un franco (oggi il limite di esenzioni è fissato a dieci mila franchi, ma ieri, con l'approvazione della mozione di Cassis, il Parlamento ha dimostrato di riconoscere la distorsione causata da questa esenzione e qualcosa su questo punto sembra quindi muoversi); maggiori controlli alle frontiere su permessi e notifiche; inasprimento delle sanzioni in caso di irregolarità e il divieto di entrata in Svizzera per chi viola ripetutamente le leggi sul lavoro.
Si chiede inoltre di avviare una campagna di sensibilizzazione gestita dalla Confederazione in collaborazione con i Cantoni che raccomandi ai datori di lavoro di assumere prioritariamente personale locale. E il divieto di assumere persone non residenti in tutte le amministrazioni pubbliche.
Il memorandum auspica pure un maggiore impegno nell’orientamento professionale mirato alle professioni che il mercato richiede. L’ultima richiesta alla Confederazione riguarda l’aumento di fondi e personale per potenziare i controlli eseguiti dalla Commissione tripartita cantonale che vigila sulle distorsioni del mercato del lavoro.