CRONACA
Sexy albero di Natale per le vie di Milano, il Comune: “Inopportuno, sarà rimosso”
Ma per il marchio di e-commerce, autore dell’iniziativa, è un “decoro elegante che infrange i tabù, l’albero con i nostri sex toy di design è molto meno volgare e voyeuristico delle pubblicità di lingerie e delle ballerine in tv”

MILANO – Un bellissimo abete di vivaio, rigoglioso, che con i suoi quattro metri di altezza ‘svettava’ da mercoledì in corso Como, nel centro di Milano, dovrà ora abbandonare la sua postazione. Già, perché fra festoni, nastrini e lucine, a decorare l’albero di Natale ci pensavano anche degli oggetti di design dalla destinazione d’uso inequivocabile: il sesso.

L’iniziativa è del marchio di e-commerce ‘My secret case’, a cui era stata concessa regolare occupazione di suolo. Per la ditta, il sexy toy come decorazione natalizia è un “decoro elegante che infrange i tabù”. Niente di volgare quindi, anzi “l’albero con i nostri sex toy di design è molto meno volgare e voyeuristico delle pubblicità di lingerie e delle ballerine in tv. Non siamo provocatori, abbiamo presentato regolare richiesta fino al 27 dicembre e pagato migliaia di euro”, si difende Norma Rossetti, 29 anni, una dei tre soci del brand, dalle pagine del Corriere della Sera che ha riportato oggi l’accaduto.

D’accordo con la ragazza anche alcuni passanti che la trovano “un’idea divertente” e ne elogiano l’estetica “tutt’altro che oscena”. Contrari invece alcuni abitanti della zona, una strada pedonale riqualificata che a Milano è sinonimo di discoteche alla moda e cortili chic (che conserva ancora però, in memoria del recente passato, la nomea di terra di spaccio notturno). Per quest’ultimi l’albero erotico è un’idea di “cattivo gusto, una provocazione dissacrante”.

E così anche il Comune, per cui si tratta di “un gesto inopportuno”. E ha quindi deciso di fare dietrofront e revocare l’autorizzazione quando nel pomeriggio, in occasione dei controlli, si è accorto della gaffe. I sexy shop, al pari delle sale scommesse, sono infatti esclusi dai bandi per l’assegnazione di spazi pubblici, l’errore è stato quindi fatto a monte, con la concessione stessa dell’occupazione di suolo. E poco importa se “dalla domanda presentata non si evinceva la natura dell’iniziativa”, come si giustificano ora di fronte al fatto compiuto dal Comune. La sera stessa della posa è stata quindi avviata la procedura di revoca e ‘l’albero del peccato’ sarà presto rimosso.

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