“Il legislatore ha avuto la mano pesante, ma bisogna tener conto delle conseguenze che questi atti possono avere” aggiunge il portavoce di TCS a commento della condanna a un anno di carcere, sospeso con la condizionale

TESSERETE – Nella mattinata di ieri, la Corte delle Assise correzionali di Bellinzona riunita a Lugano, presieduta dal giudice Mauro Ermani, ha condannato il ‘primo’ pirata della strada.
Nel marzo scorso, Il 27enne era stato immortalato da un radar a Sant’Antonino mentre circolava a 148 chilometri orari sul limite di 80 nella tirata di Cadenazzo. Per lui sono scattate le nuove normative introdotte dal pacchetto Via Sicura, in vigore dal primo gennaio 2013, che prevedono appunto sanzioni penali più severe per i reati di pirateria della strada: 12 mesi di carcere, sospesi con la condizionale, per grave infrazione alle norme della circolazione, questa la sentenza.
“La condanna si basa sulle nuove disposizioni legali ed è conforme a quanto legiferato in materia”, commenta Renato Gazzola, portavoce di TCS, di fronte a questa prima condanna per pirateria dall’introduzione della nuova normativa, e aggiunge: “È evidente che di fronte a questi eccessi macroscopici il legislatore ha avuto la mano pesante, ma bisogna tener conto delle conseguenze che questi atti possono avere. Siamo quindi dell’avviso che per mettere un freno effettivo a questi pirati, delle sentenze così esemplari ci vogliono”.
E sul pacchetto Via sicura e i suoi scopi aggiunge: “Senza dubbio le nuove disposizioni entrate in vigore a inizio 2013 e quelle che saranno introdotte a gennaio hanno come scopo principale di migliorare prima di tutto anche clima nella circolazione stradale, ma soprattutto allo scopo di preservare la sicurezza e portare a una circolazione e a un traffico più sicuro. Questo anche per far sì che il numero delle vittime e dei feriti gravi diminuisca costantemente. Per poter arrivare a dei risultati migliori, che tutti si auspicano, è evidente che il legislatore va in due direzioni: da una parte, naturalmente, si segue quella dell’educazione e di una migliore formazione degli utenti strada. Dall’altra è evidente che come strumento di dissuasione si applichino delle misure che possono a primo avviso sembrare sì anche esagerate, ma che sicuramente porteranno i loro frutti”.
A gennaio, il pacchetto prevede un ulteriore inasprimento delle norme, questo soprattutto per alcune categorie, come gli allievi conducenti e i loro istruttori, i neopatentati e quanti guidano per professione. Di queste misure e delle altre già in vigore, come appunto quelle che riguardano la pirateria stradale, Gazzola sottolinea che seppur “piuttosto coercitive”, avranno scarso impatto sui conducenti: “toccano una minima parte degli utenti della strada, una percentuale bassissima, l’1 o 2 per cento diciamo, quindi chi si comporta correttamente sulla strada non ha nulla da temere”.
“Il problema – aggiunge infine – è che magari a primo impatto fa un po’ senso che per un eccesso di velocità si possano prendere degli anni di carcere, ma d’altro canto si sa benissimo che nelle statistiche è assodato che una delle cause principali delle morti sulle strade è proprio l’eccesso di velocità. Si tratta certo di provvedimenti anche pesanti per la sicurezza stradale, ma l’automobilista normale non rischierà mai di incorrere in pene simili. Queste riguardano, come dicevo, una minima parte degli utenti perché vanno a colpire solo quelle persone che veramente, anche di proposito, vogliono infrangere la legge”.